Contatti, servizi e strutture

Presidente del Corso di Laurea

Prof. Vincenzo Barba

vincenzo.barba@uniroma1.it

 

Referente per la didattica

Dott.ssa Luana Gallotta

luana.gallotta@uniroma1.it

 

 

Segreteria studenti (iscrizioni, certificazioni, istanze, trasferimenti e passaggi di corso)

https://web.uniroma1.it/fac_economia/segreteria_studenti

segrstudenti.economia@uniroma1.it

 

Segreteria didattica del dipartimento responsabile del CdS (ricevimento docenti, programmi corsi, esami di profitto e di laurea)

https://web.uniroma1.it/dip_management/node/5559/uffici/segreteria-didattica

 

Segreteria didattica di Facoltà (percorsi formativi, convalida carriere universitarie)

https://web.uniroma1.it/fac_economia/segreteria_didattica

segreteriadidatticaeconomia@uniroma1.it

Segreteria didattica del dipartimento responsabile del CdS(ricevimento docenti, programmi corsi, esami di profitto e di laurea)

https://web.uniroma1.it/dip_management/node/5559/uffici/segreteria-didattica

 

Segreteria didattica di Facoltà(percorsi formativi, convalida carriere universitarie)

https://web.uniroma1.it/fac_economia/segreteria_didattica

segreteriadidatticaeconomia@uniroma1.it

ORIENTAMENTO

L’orientamento pre-universitario comprende una serie di iniziative che la Facoltà organizza con l’obiettivo di favorire un processo decisionale consapevole da parte degli studenti delle scuole superiori rispetto al loro futuro nell'università o nel mondo del lavoro.

Si tratta di una scelta particolarmente delicata, considerata la varietà di percorsi formativi offerti dalle singole Facoltà dei numerosi Atenei presenti sul territorio, in un contesto caratterizzato da continue trasformazioni dello scenario economico e del mercato del lavoro.

L’attività di orientamento pre-universitario mira, dunque, a fornire complete ed esaustive informazioni in ordine all’offerta formativa della Facoltà, ai contenuti didattici dei singoli Corsi di laurea e ai possibili sbocchi professionali, nella prospettiva di consentire agli studenti delle scuole superiori di operare una scelta coerente con le proprie attitudini e con le caratteristiche del contesto esterno.

 

 

TUTORATO IN INGRESSO

Il tutorato comprende una pluralità di azioni di accompagnamento e di sostegno nella delicata fase di accesso all’università e durante l’intero corso di studi, per consentire agli studenti un agevole percorso formativo, facilitare il loro passaggio al mondo del lavoro e, in definitiva, evitare il fenomeno della dispersione studentesca.

Il tutorato in ingresso, in particolare, comprende una serie di attività di informazione e di assistenza alle matricole,  con l’obiettivo di far superare agli studenti i problemi che gli studenti generalmente incontrano nella fase di accesso per effetto di un’errata valutazione delle proprie attitudini o della discontinuità organizzativa e didattica tra l’istruzione scolastica e quella universitaria.

 

Elenco degli eventi organiuzzati per la  presentazione dell'Offerta formativa: l'articolazione dei percorsi di studio, le opportunità di studio all'estero, gli sbocchi occupazionali.

 

 

TUTORATO IN ITINERE

 

Al fine di supportare e accompagnare lo studente durante l’intero percorso formativo fino al conseguimento del titolo, così evitando il preoccupante fenomeno dei ritardi o degli abbandoni degli studi, sono previste una serie di attività volte a favorire una proficua frequenza dei corsi e un'attiva partecipazione a tutte le attività formative, tenendo anche conto delle attitudini e delle esigenze dei singoli.

Si tratta, dunque, di una pluralità di azioni che mirano essenzialmente al superamento dellecarenze didattiche generalmente riscontrabili nelle materie caratterizzanti del primo anno o nel metodo di studio adottato.          

 

CORSI DI RECUPERO e SOSTEGNO

Tali attività sono mirate all'approfondimento di alcune parti del programma, al potenziamento rispetto ai gruppi di studio, alle esercitazioni, ai seminari e ai laboratori proposti nel corso d'anno, allo svolgimento di simulazioni di prove d'esame e alla organizzazione di appositi ricevimenti nell’ambito delle diverse discipline.

 

 

ARTICOLAZIONE delle attività. 

I corsi di recupero si svolgono nel semestre successivo a quello di erogazione dell'insegnamento, mentre le attività didattiche integrative e di sostegno si svolgono parallelamente alle lezioni dei singoli insegnamenti e durante il periodo degli esami. 

 

Corsi di PRIMO ANNO primo semestre

(Istituzioni di diritto pubblico, Matematica corso base): 

corsi di recupero tra aprile e maggio 2018; 

attività didattica integrativa e di sostegno da aprile a dicembre 2018;

 

Corsi di PRIMO ANNO secondo semestre

(Istituzioni di diritto privato, Economia politica): 

corsi di recupero da ottobre a dicembre 2018;

attività didattica integrativa e di sostegno da aprile 2018 a dicembre 2018; 

 

Corsi di SECONDO ANNO primo semestre

(Politica economica, Statistica): 

corsi di recupero tra aprile e maggio 2018; 

attività didattica integrativa e di sostegno da aprile a dicembre 2018;

 

Corsi di SECONDO ANNO secondo semestre

(Matematica finanziaria, Diritto commerciale, Intermediari finanziari): 

corsi di recupero da ottobre a dicembre 2018 

attività didattica integrativa e di sostegno da aprile 2018 a dicembre 2018; 

 

Per la indicazione dei programmi vedi le informazioni su questo sito.

 

Per info scrivi a tutoratoeconomia@uniroma1.it    

Sapienza promuove e sostiene le attività di tirocinio curriculare ed extracurriculare in Italia e all'estero a favore dei propri studenti e laureati. L'obiettivo è quello di offrire ai giovani concrete opportunità di confronto con il mondo del lavoro e favorire in tal modo le loro scelte professionali future.
Il Settore Tirocini dell’Area Offerta Formativa e Diritto allo studio, anche attraverso la piattaforma informatica dedicata JOBSOUL Sapienza, cura in particolare i seguenti servizi e adempimenti:
• Gestisce la stipula delle convenzioni per tirocini con enti pubblici e privati, sia in Italia che all’estero;
• Fornisce assistenza e informazione all’utenza, anche per l’utilizzo della piattaforma informatica, sia in presenza che via email e telefono;
• Instaura relazioni con altri enti pubblici che si occupano di politiche attive per il lavoro con lo strumento del tirocinio (Regioni, Centri per l’Impiego)
• Stipula accordi per fornire il servizio di preselezione delle candidature ad avvisi emessi da Enti Pubblici (Banca d’Italia, IVASS, FONDAZIONE CRUI) finalizzati all’attivazione di tirocini.
Attraverso il portale JOBSOUL Sapienza gli studenti e i laureati possono:

• registrarsi inserendo la propria anagrafica e compilare, pubblicare e gestire il proprio curriculum vitae;
• cercare tra gli annunci del portale le offerte di lavoro/tirocinio in linea con il proprio profilo curriculare e candidarsi agli annunci direttamente online;
• avviare online le procedure per l’attivazione di tirocini in Convenzione con l'Ateneo;
• contattare direttamente le imprese e proporre la propria autocandidatura;
• scegliere se rendere accessibili i propri dati personali alle imprese.

Presso gli sportelli tirocini delle Facoltà/Dipartimenti dell’Ateneo vengono erogati i servizi di:
• accoglienza e informazione;
• approvazione ed attivazione dei progetti formativi a favore degli studenti e laureati dei propri corsi di afferenza, attraverso la piattaforma JOBSOUL Sapienza;
• assistenza per l’utilizzo del portale.

GUIDA ALLA RICERCA DI LAVORO

Gli studenti di Economia, una volta usciti nel mondo del lavoro, hanno da sempre avuto un ottimo riscontro sul mercato. I dati nazionali sulla condizione occupazionale dei laureati parlano di circa il 60% dei laureati magistrali in Economia che lavorano ad un anno dalla laurea e di circa l'80% che lavora a distanza ...

​Per saperne di più vai alla pagina GUIDA ALLA RICERCA DI LAVORO

BANCA DATI DEI LAUREATI

 

La Facoltà di Economia riceve spesso richieste da parte delle aziende finalizzate a mettere a disposizione i curricula dei neo laureati. Nella sua attività di facilitatore e creatore di opportunità, la Facoltà si sta sforzando di cercare di ridurre il tempo di attesa dei suoi laureati per l’accesso al mondo del lavoro. In questa ottica viene messo a disposizione di laureati e laureandi un nuovo servizio di database. 

Per saperne di più vai alla pagina BANCA DATI DEI LAUREATI

 

 

I servizi di placement - orientamento al lavoro della Sapienza sono destinati a studenti, laureandi e laureati.

  • Soul (Sistema Orientamento Università Lavoro) è uno sportello di placement promosso dalla Sapienza al quale hanno aderito le università del Lazio. Attraverso il portale sono inoltre gestiti i tirocini curriculari e post lauream. 
  • Almalaurea è un consorzio interuniversitario di placement a carattere nazionale.
  • Il progetto Campus Mentis propone un'attività di placement che consente agli studenti selezionati di svolgere un periodo intensivo di formazione e di incontrare direttamente le aziende, con una formula a carattere residenziale.  

Nelle rispettive pagine è possibile consultare i servizi offerti e le opportunità di lavoro, stage e  tirocinio.

 

 

Delegato per il Placement
Prof.ssa Paola Ferrari

 

Personale amministrativo 
Luisa Nicolai 

 

SOrT & Placement
T (+39) 06/49.766.103
F (+39) 06/49.766.663
 

Orari di apertura:

Lunedì ore 10,00 - 12,00

Martedì ore 14,30 - 16,30

Mercoledì ore 10,00 - 12,00

Giovedì ore 14,30 - 16,30

Il Corso di Laurea adotta a favore degli studenti con Disabbilità o D.S.A. tutte le misure che sono state suggerite dall'Ateneo e che si trovano, di seguito, indicate. 

 

 

SEZIONE I – STUDENTI CON DISABILITA’ 

1. INTRODUZIONE 

L’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap (L. 104/92 art. 12).
Il diritto all’educazione e allo studio durante l’intero ciclo scolastico degli studenti con disabilità è garantito dalla legge 104/1992: “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”. La Legge 17/1999 integra la 104 introducendo riferimenti specifici in relazione alle Università e alle attività che gli Atenei italiani devono porre in essere al fine di favorire l’integrazione degli studenti con disabilità durante il loro percorso formativo. 

Ciascun Ateneo è tenuto ad erogare servizi specifici, tra i quali l’istituzione di appositi servizi di tutorato specializzato, l’utilizzo di sussidi didattici e tecnici, interventi individualizzati per lo svolgimento di esami e verifiche.
Analoghe direttive sono contenute nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (2006), ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009: “Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità all’istruzione. Allo scopo di realizzare questo diritto senza discriminazioni e su una base di eguaglianza di opportunità, gli Stati Parti faranno in modo che il sistema educativo preveda la loro integrazione scolastica a tutti i livelli [...]. Nel realizzare tale diritto, gli Stati Parti dovranno assicurare che: [...] un accomodamento ragionevole (reasonable adjustment) venga fornito per andare incontro alle esigenze individuali; le persone con disabilità ricevano il sostegno necessario, all’interno del sistema educativo generale, al fine di agevolare la loro effettiva istruzione; efficaci misure di supporto individualizzato siano fornite in ambienti che ottimizzino il programma scolastico e la socializzazione, conformemente all’obiettivo della piena integrazione. [...] Gli Stati Parti assicureranno che le persone con disabilità possano avere accesso all’istruzione post-secondaria generale, alla formazione professionale, all’istruzione per adulti e alla formazione continua lungo tutto l’arco della vita senza discriminazioni e sulla base dell’eguaglianza con gli altri. A questo scopo, gli Stati Parti assicureranno che sia fornito un accomodamento adeguato alle persone con disabilità (art. 24 - Istruzione). 

1.1. Chi sono gli studenti con disabilità? 

Sono persone con una disabilità fisica, psichica o sensoriale, temporanea o permanente, riconosciuta dagli organi competenti del Sistema Sanitario Nazionale. L’iscrizione al Servizio per studenti con disabilità e DSA di Ateneo, garantisce loro il supporto individualizzato durante l’intero ciclo di studi e l’orientamento in uscita. 

1.2. Nota terminologica 

L’attenzione nei confronti degli studenti con disabilità passa anche attraverso un uso corretto del linguaggio che, negli anni, ha subito un’evoluzione. La dicitura studenti handicappati o con handicap, presente nella legge 104/92 è stata sostituita dalle più adeguate espressioni di studenti disabili, o ancora meglio di studenti con disabilità. L’espressione diversamente abili è da evitare. Nello specifico, poi, risulta corretto parlare di studente con disabilità motoria, studenti con disabilità psichica e nel caso di studenti con disabilità sensoriale, preferire i termini sordi e ciechi o ipovedenti. Queste diciture, oltre ad essere previste dalle leggi, sostituiscono le definizioni per negazione (non-udenti, non-vedenti) che non risultano riconosciute come corrette né dalla comunità scientifica né dagli stessi utenti. 

1.3. Qualche dato 

Grazie alla diffusione dei Servizi per studenti con disabilità e DSA, volti ad attuare le condizioni che garantiscano il diritto allo studio, il numero degli studenti disabili negli Atenei italiani è in aumento. Attraverso una maggiore diffusione di servizi e supporti adeguati, negli ultimi anni si è incrementata la possibilità per gli studenti disabili di frequentare con successo il percorso di studi universitario. 

I dati del rapporto CENSIS (2017) sulle università italiane confermano questo andamento. L’Ateneo Sapienza negli ultimi anni ha incrementato la presenza degli studenti con disabilità. 

Da sottolineare come le misure adottate in tema di orientamento in entrata ed in itinere degli ultimi anni e quelle di rafforzamento del tutorato specializzato siano state ispirate ai principi di diritto allo studio e di vita indipendente, cittadinanza attiva ed inclusione sociale. L’impegno dell’Ateneo è di “promuovere e sostenere l’accesso all’Università [...] nella convinzione che la conoscenza, la cultura superiore e la partecipazione alla ricerca favoriscano il pieno sviluppo umano, l’ingresso nel mondo del lavoro e la realizzazione delle libertà, intesa come opportunità di concretizzare le aspirazioni personali” (CNUDD, 2014). 

A conferma del lavoro svolto, grazie anche ad un più ampio coinvolgimento dei docenti, il numero dei laureati degli ultimi anni è passato dagli 83 studenti dell’a.a. 2013/14 ai 135 dell’a.a. 2017/18. Un dato che conferma la bontà del percorso intrapreso. 

2. SERVIZI E STRUMENTI SPECIFICI PER LA DIDATTICA E LO STUDIO IN FAVORE DEGLI STUDENTI CON DISABILITÀ 

Agli studenti handicappati iscritti all’università sono garantiti sussidi tecnici e didattici specifici [...], nonché il supporto di appositi servizi di tutorato specializzato (art. 16 comma 3 bis della Legge 17/99) 

2.1 Le persone 

La Legge 17/99 prevede “il supporto di appositi servizi di tutorato specializzato” con l’obiettivo, come ribadito dalle Linee Guida CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria Delegati alla Disabilità del 2014, di: “aumentare l’autonomia dello studente, integrarlo in ambito accademico, sviluppare la sua partecipazione attiva al processo formativo, migliorare il contesto di apprendimento e predisporre interventi mirati a seconda della condizione personale e dei bisogni educativi dello studente stesso anche al fine di creare un ambiente inclusivo”. 

Per concorrere alla realizzazione degli obiettivi, l’Università si avvale della collaborazione di studenti appositamente formati (i tutor alla pari) e di figure professionali (i tutor specializzati, gli interpreti LIS, il counseling psicologico e l’assistente alla comunicazione). 

2.2 Il tutor alla pari 

E’ uno studente che supporta lo studente con disabilità durante la fruizione delle lezioni e lo studio individuale, allo scopo di eliminare o ridurre gli ostacoli incontrati nella realizzazione del percorso formativo prescelto.
Il tutor svolge, a seconda del caso, le seguenti attività: 

  • −  accompagnamento a lezione
  • −  stesura di appunti
  • −  sbobinatura delle registrazioni
  • −  reperimento di materiale bibliografico
  • −  sostegno allo studio
  • −  lettura di testi e materiale didattico
  • −  accompagnamento dell’utente in biblioteca e ai colloqui con i docenti e per brevi spostamenti all’interno dell’Università
    − informazioni e aiuto nella realizzazione del piano di studio e nelle prove di accesso
  • 2.3 Il servizio di tutorato specializzato 
  • Si pone come obiettivo quello di favorire il successo formativo degli studenti con disabilità e con DSA, attraverso un sostegno personalizzato durante l’intero percorso di studi e l’individuazione delle risposte adeguate a ciascuno studente in relazione alla propria disabilità.
    La figura del tutor specializzato riveste un ruolo fondamentale per l’individuazione dei supporti e dei servizi di cui potrà fruire lo studente con disabilità, con indicazioni metodologiche e psicopedagogiche per l’intero percorso accademico. 

Il piano individualizzato viene concordato con lo studente sulla base di uno o più colloqui, può variare a seconda delle necessità dello studente e tiene conto delle variazioni che possono avvenire durante il percorso accademico. Lo studente viene seguìto a partire dall’orientamento in ingresso, per le prove di accesso, per seguire le lezioni, per lo studio, laddove vi siano difficoltà nell’organizzazione e nel metodo, per sostenere gli esami e, nella fase finale del percorso, per la stesura della tesi e l’orientamento al lavoro. 

Il tutor specializzato organizza e monitora le attività dei tutor alla pari e dell’interprete LIS sulla base delle richieste pervenute dagli studenti.
Il tutor specializzato, inoltre, supporta lo studente nell’adempimento di pratiche burocratiche connesse con il percorso di studi e nella fornitura e l’introduzione all’uso di software e materiali di studio multimediali. 

2.4 L’interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana)
E’ un professionista che opera nel campo della comunicazione traducendo lezioni, esami, tesi di laurea e colloqui con i docenti in presenza di studenti sordi dall’italiano parlato alla LIS e viceversa. Compito dell’interprete è la trasmissione degli stessi concetti del testo originale nella lingua di arrivo. Nel far questo l’interprete favorisce la comunicazione restando sempre in posizione di neutralità.
Il docente svolgerà la propria lezione avendo cura di rispettare le pause (almeno dieci minuti ogni ora), per consentire uno svolgimento ottimale del lavoro dell’interprete. Nell’a.a. 2017/2018, Sapienza si è avvalsa della collaborazione di 19 interpreti di lingua dei segni. 

2.5 L’assistente alla comunicazione 

E’ una figura prevista dalla legge 104/92 che supporta gli studenti con disturbo della comunicazione e/o del linguaggio, derivante da disabilità. 

2.6 I supporti tecnologici 

Gli strumenti tecnologici compensativi (sia hardware che software) consentono al soggetto con disabilità di acquisire sempre maggiore autonomia nello svolgimento delle proprie attività, migliorandone le opportunità di apprendimento.
Tra questi strumenti, utili per la fruizione delle lezioni e/o per lo studio individuale, Sapienza garantisce agli studenti la possibilità di usufruire di: 

  • −  software di sintesi vocale
  • −  software di riconoscimento del parlato
  • −  software di interfaccia vocale
  • −  software di predizione della parola
  • −  tastiere allargate
  • −  videoingranditori
  • −  registrazioni di testi in formato MP3 o WMA
  • −  scansione di testi in formato TXT 
  • − testi in formato digitale
  • − tavoli multimediali/multifunzione disposti in specifiche postazioni nelle Biblioteche e nei nuovi spazi del Settore 

Dal 2019 sarà in funzione un’aula accessibile e multimediale per gli studenti con disabilità e con DSA. Tale aula sarà fornita di tavoli dedicati con software e hardware specifici per ogni tipo di disabilità.
L’intento, grazie anche alla collaborazione con le singole Facoltà, sarà anche quello di prevedere un sistema didattico interattivo che possa favorire la partecipazione alle attività formative tramite ausili tecnologici-informatici fruibili in remoto da qualsiasi piattaforma connessa ad Internet. 

3. TRATTAMENTO INDIVIDUALIZZATO PER ESAMI E VERIFICHE 

Gli alunni con disabilità sostengono le prove finalizzate alla valutazione del rendimento scolastico e allo svolgimento di esami anche universitari con l’uso degli ausili loro necessari.
È consentito, altresì, sia l'impiego di specifici mezzi tecnici in relazione alla tipologia di handicap, sia la possibilità di svolgere prove equipollenti su proposta del servizio di tutorato specializzato (art. 16 commi 4 e 5 della legge 104/92). 

Il Docente può adattare le modalità di valutazione, mantenendo inalterati gli obiettivi di verifica delle conoscenze. Attraverso il supporto e la consulenza del Settore per le Relazioni con studenti con disabilità e con DSA e del Referente di Facoltà per studenti con disabilità e con DSA (docenti dedicati nominati dai Presidi con delibera di Facoltà) è possibile trovare le modalità più idonee al singolo caso. Tra queste, la possibilità di: 

  • −  realizzare una prova equipollente (es. orale anziché scritta).
  • −  dividere la prova in più parti da svolgere in momenti successivi.
  • −  disporre di tempi aggiuntivi fino ad un massimo del 30% in più del consueto.
  • −  effettuare una riduzione quantitativa (e non qualitativa) della prova.
  • −  avvalersi della presenza di figure professionali in relazione alla tipologia di
    disabilità (interprete LIS, assistente alla comunicazione, ecc.).
  • −  avvalersi di ausili e strumenti tecnici o della presenza di un tutor in relazione alla
    tipologia di disabilità.
    Per consulenze in merito all’adattamento delle prove d’esame, il Docente può rivolgersi al Settore per le relazioni con studenti con disabilità e con DSA al seguente indirizzo e-mail: sportellodisabili@uniroma1.it, e/o al Referente della propria Facoltà, i cui nominativi e indirizzi e- mail sono riportati in allegato a queste Linee Guida.

4. TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI 

Sapienza garantisce che il trattamento dei dati, acquisiti mediante qualsiasi modalità, sia conforme a quanto previsto dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196 – Codice in materia di protezione dei dati personali e del regolamento Europeo 679/2016 del 27 aprile 2016 –GDPR). 

Il trattamento dei dati personali è finalizzato a consentire l’espletamento delle funzioni istituzionali dell’Università. Nell’ambito dello svolgimento delle funzioni istituzionali l’Ateneo provvede al trattamento dei dati personali senza la necessità di chiedere il consenso dell’interessato.
I dati relativi alla disabilità sono qualificati come “sensibili” e vanno raccolti e registrati per scopi esclusivamente attinenti ai fini istituzionali, debbono essere pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono trattati. 

Esempio molto ricorrente è la comunicazione al docente da parte del Settore degli strumenti a disposizione dello studente con disabilità, in virtù della sua certificazione. È pertinente e completa la sola indicazione, mentre risulterebbe eccedente indicare la diagnosi.
Lo studente con disabilità, oltre a dichiararsi come studente disabile sul sistema Infostud per usufruire della esenzione delle tasse, deve iscriversi presso il Settore per trasmettere il certificato di invalidità pari o superiore al 66% o di handicap a norma della legge 104/1992 per usufruire dei servizi previsti. 

Il garante della Privacy è intervenuto più volte nella tutela dei dati sullo stato di salute e sui diversi aspetti concernenti il trattamento delle informazioni sulle persone con disabilità. È illegittimo indicare pubblicamente (per esempio tramite affissione di graduatoria o elenchi) la dicitura di handicap o invalidità accanto ai nominativi degli studenti. 

5. PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI 

Legge 5 febbraio 1992, n. 104 “Legge‐quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”
Legge 28 gennaio 1999, n. 17 “Integrazione e modifica della legge‐quadro 5 febbraio 1992, n. 104,per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” 

Legge 9 gennaio 2004, n. 4 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”
Legge 3 marzo 2009, n. 18, “Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità” 

Linee guida CNUDD http://www2.crui.it/crui/cnudd/Llinee_guida_CNUDD/LINEE_GUIDA_CNUDD_2014...

 

II STUDENTI CON DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO 

1. LE SPECIFICITÀ DEGLI STUDENTI CON DSA 

I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) possono compromettere abilità diverse che includono principalmente lettura, scrittura e calcolo. Uno studente con DSA ha spesso bisogno di più tempo per organizzare il proprio studio, per prendere appunti, per leggere o per produrre un testo. Durante il percorso universitario uno studente con DSA può trovarsi davanti a ostacoli diversi in base al tipo di disturbo. Il superamento di tali difficoltà avverrà potenziando altre forme di acquisizione delle conoscenze e di espressione. 

Ad esempio, uno studente con difficoltà di lettura cercherà di trarre la maggior parte delle informazioni direttamente dalle lezioni, utilizzerà programmi di sintesi vocale per trasformare in audio il testo scritto e cercherà di evitare la lettura in pubblico ad alta voce per presentare un proprio lavoro. 

Uno studente con DSA potrà quindi riuscire in modo efficace durante il percorso universitario, se gli sarà dato modo di: 

usare materiale didattico chiaro, sintetico e ben organizzato;
usare materiali didattici di tipo diverso, per sfruttare al meglio quelli a lui più congeniali; disporre del tempo necessario per sistematizzare le conoscenze;
conoscere con congruo anticipo il programma, la bibliografia, il calendario e le scadenze del corso;
usare gli strumenti compensativi e le misure dispensative previste anche per legge; conoscere le modalità di svolgimento delle prove di esame in itinere e finali;
instaurare un dialogo efficace con il docente. 

Box Informativo: DSA, CONCETTI CHIAVE 

• I DSA sono un insieme eterogeneo di disordini che si manifestano con significative 

difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità scolastiche: leggere, scrivere e fare calcoli; 

  • Si definiscono “specifici” perché il disturbo interessa abilità specifiche, lasciando intatto il funzionamento intellettivo;
  • Sono “evolutivi” perché variano con l’età del soggetto;
  • Il principale indicatore diagnostico è la discrepanza tra l’abilità nel dominio specifico
    (deficitaria rispetto alle attese dell’età e/o classe frequentata e/o livello di istruzione) e
    l’intelligenza generale (adeguata per l’età cronologica);
  • Hanno carattere neurobiologico, che interagisce attivamente con fattori ambientali;
  • I disturbi specifici comportano un impatto significativo sull’adattamento scolastico e sulle
    attività di vita quotidiana;
  • Nei contesti formativi di ogni grado, è necessario realizzare una didattica personalizzata al
    fine di conseguire gli obiettivi formativi.

2. PRINCIPALI INDICAZIONI FORNITE DALLA LEGGE 

2.1 La Legge 170 

La normativa italiana di riferimento è la Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010, che riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali Disturbi Specifici di Apprendimento.
Il diritto allo studio degli studenti con DSA è garantito mediante molteplici iniziative promosse dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca (MIUR) e attraverso la realizzazione di percorsi personalizzati nell'ambito scolastico e formativo. L’Università, in accordo con le finalità legislative, è chiamata a svolgere un ruolo importante all’interno di questo percorso dovendo: 

− promuovere metodologie didattiche in sinergia con le strategie personali e le risorse individuali; 

− favorire l’uso delle nuove tecnologie. 

In particolare, l’art. 5, comma 4, prevede che “agli studenti con DSA siano garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all’Università nonché gli esami universitari”. 

Nella stessa legge è inoltre chiarito che il diritto alla fruizione di qualsiasi misura dispensativa e/o compensativa è subordinata alla presenza di una diagnosi medica valida. 

2.2 Il Decreto Ministeriale 5669 e le Linee Guida allegate 

Nel Decreto Ministeriale n. 5669 del 2011 sono individuate le misure educative e didattiche di supporto utili a sostenere il corretto processo di insegnamento/apprendimento e le forme di verifica e di valutazione necessarie per garantire il diritto allo studio degli studenti con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento. 

In particolare, nell’art.6 della legge troviamo che per gli studenti universitari con DSA gli Atenei: 

  • −  assicurano “l’accoglienza, il tutorato, la mediazione con l’organizzazione didattica e il
    monitoraggio dell’efficacia delle prassi adottate”;
  • −  prevedono nelle prove di ammissione tempi aggiuntivi fino al 30% e l’uso degli strumenti
    compensativi necessari in relazione al tipo di DSA;
  • −  prevedono una valutazione degli esami universitari di profitto effettuata anche tenendo conto delle indicazioni presenti nelle allegate Linee Guida.
    Nelle Linee Guida allegate vengono invece:
  • −  descritti i Disturbi Specifici di Apprendimento;
  • −  ampliati alcuni concetti pedagogico-didattici ad essi connessi;
  • −  date indicazioni sugli interventi didattici, sull’uso degli strumenticompensativi, sull’applicazione delle misure dispensative e sul livello minimo delle prestazioni richieste alle istituzioni scolastiche e agli Atenei per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA.
  • L’ambito universitario è trattato al punto 6.7 dove è chiarito che per prima cosa è necessario che l’Ateneo acquisisca la certificazione con la diagnosi.
    Se gli studenti non hanno una certificazione, ma i docenti rilevano alcune difficoltà sospette, gli studenti possono essere indirizzati ad effettuare questionari specifici (strumenti di screening). L’esito positivo degli screening non è certamente una diagnosi, ma un indicatore di una difficoltà da approfondire e monitorare in centri specializzati e accreditati.
    La certificazione può essere considerata valida solo se è stata effettuata dal Servizio Sanitario Nazionale (o eventualmente da specialisti o altre strutture accreditate dalle Regioni) e se non supera i tre anni dalla data di rilascio.
    La presentazione della certificazione diagnostica al momento dell’iscrizione permette al candidato di accedere anche ai test di ammissione usufruendo delle seguenti modalità compensative:
  • −  concessione di tempi aggiuntivi ritenuti congrui, comunque non superiori al 30% in più;
  • −  in caso di particolare gravità certificata, la concessione (decisa in autonomia dai singoli Atenei) di ulteriori misure per garantire pari opportunità.
    La presentazione della certificazione successivamente all’iscrizione permette allo studente di usufruire di specifici provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica.
  • Come misure dispensative si intende: 
    • −  privilegiare verifiche orali piuttosto che scritte, tenendo conto del profilo individuale di abilità;
    • −  prevedere nelle prove scritte tempo supplementare fino a un massimo del 30% in più;
    •     −  prevedere nelle prove scritte l’eventuale riduzione quantitativa, ma non qualitativa, se non è
      possibile concedere tempo supplementare;
    •     −  considerare nella valutazione i contenuti piuttosto che la forma e l’ortografia.
      Come misure compensative, gli Atenei devono consentire allo studente di utilizzare le facilitazioni e gli strumenti eventualmente già in uso durante il percorso scolastico quali:
  • −  registrazione delle lezioni;
  • −  testi in formato digitale;
  • −  personal computer con correttore ortografico e sintesi vocale;
  • −  ogni strumento tecnologico ritenuto utile per facilitare lo studio e gli esami del singolo
    studente.
  • Gli Atenei devono inoltre prevedere servizi specifici per l’accoglienza, il tutorato, la mediazione con l’organizzazione didattica e il monitoraggio dell’efficacia delle prassi adottate.
    In questo senso potranno essere previsti: 
  • tutor specializzati;
  • consulenza per l’organizzazione delle attività di studio; 
  • forme di studio alternative (costituzione di gruppi di studio); 
  • lezioni ed esercizi on line sul sito dell’università. 

 

2.3 Le Linee Guida CNUDD 

La Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità (CNUDD) nasce nel 2001 dalla necessità di istituire un organismo nazionale di coordinamento di tutti gli Atenei italiani sul tema dell’integrazione degli studenti con disabilità in ambito universitario.
Le prime Linee Guida vengono elaborate nel 2002, intese come indicazioni di base per predisporre, nel limite dell’autonomia di ciascun Ateneo, servizi idonei e il più possibile omogenei a favore degli studenti con disabilità. In seguito, alla luce dell’evoluzione normativa (Legge n. 170 del 2010; Decreto Ministeriale e Linee Guida del 2011) l’Assemblea della CNUDD ha deciso di intraprendere un percorso di revisione delle Linee Guida, integrandole con una sezione interamente dedicata agli studenti con DSA. 

Pur non costituendo di fatto un obbligo di legge, le Linee Guida CNUDD rappresentano oggi un modello di riferimento comune volto a indirizzare le politiche e le buone prassi degli Atenei stimolando scambi e sinergie nell’ottica di realizzare comunità accademiche inclusive. 

In particolare, le Linee Guida danno indicazioni sui principali soggetti, servizi e strumenti che gli Atenei dovrebbero prevedere per garantire il diritto allo studio degli studenti con DSA in risposta alle indicazioni di legge. Da segnalare i punti della sezione dedicata ai servizi nei quali si precisa che:  

alla possibilità d’uso degli ausili tecnologici da parte degli studenti con DSA deve accompagnarsi la disponibilità di materiale didattico accessibile;
le misure compensative e gli strumenti dispensativi più idonei per il percorso individuale devono essere valutate in modo personalizzato, anche in relazione alle specificità delle singole discipline e alle finalità dei corsi di studio. 

nell’ultima sezione sono infine individuate una serie di strumenti compensativi e di misure dispensative che, a seconda del tipo di disturbo, possono essere ritenuti adeguati e congrui per supportare il percorso universitario degli studenti con DSA. 

3. L’APPROCCIO DEI DOCENTI 

Una strategia di insegnamento capace di consentire anche agli studenti con DSA di avere un migliore accesso agli studi in ambito universitario dovrebbe: 

  • −  nella erogazione dei contenuti, prevedere l’uso di forme di comunicazione e rappresentazione diverse nella trasmissione delle informazioni e delle conoscenze;
  • −  nella valutazione degli studenti, favorire l’impiego di forme di comunicazione e di espressione diverse.
  • Tale approccio di tipo inclusivo favorisce gli studenti con DSA, ma può essere di aiuto per tutti gli studenti, rispettando il concetto che tutti hanno modalità di apprendimento diverse.
    Un altro principio fondamentale di una didattica di tipo inclusivo è il rispetto dei diversi tempi di apprendimento e organizzazione che possono caratterizzare i singoli studenti.
    Ciò comporta anche l’opportunità di non eccedere nella durata o nella quantità di informazioni da trasmettere durante le singole lezioni e di fornire per tempo e in forma chiara materiali didattici e informazioni pratiche.
    Uno studente con DSA non sempre informa il docente di cui frequenta il corso della propria caratteristica. 

Il docente deve quindi tenere presente che la segnalazione della condizione di DSA da parte dello studente avviene sempre in modo volontario e può essere fatta con modi e tempi diversi. Quando ciò avviene, spesso coincide con la richiesta di adottare eventuali strumenti compensativi e misure dispensative per affrontare le lezioni, lo studio e gli esami così come previsto dalla Legge n.170/2010. È utile sapere che lo studente con DSA può relazionarsi al docente in tre modi: personalmente;
appellandosi alla mediazione del Delegato Disabilità/DSA o del Referente di Facoltà; 

appellandosi alla mediazione del Servizio del Settore per le relazioni con gli studenti con disabilità e con DSA dell’Area offerta formativa e diritto allo studio. 

4. PROCEDURE DI RICHIESTA DEGLI STRUMENTI COMPENSATIVI E DISPENSATIVI 

La legge non dà indicazioni sui tempi di presentazione della richiesta d’uso di strumenti compensativi e misure dispensative da parte di uno studente.
Anche a livello di Ateneo le indicazioni esistono eventualmente solo per lo svolgimento dei test di ingresso o di verifica delle competenze (“Gestire i test di ammissione per gli studenti con DSA”). 

Per evitare inconvenienti o incomprensioni è utile che il docente fornisca indicazioni chiare in merito, anche per favorire il superamento delle difficoltà emotive da parte degli studenti direttamente interessati.
Una buona prassi potrebbe essere quella di fare una breve comunicazione al riguardo durante la presentazione del corso e di inserire un avviso sul proprio spazio web rivolto ai DSA invitandoli a concordare in forma privata ed entro una determinata ragionevole scadenza le eventuali forme dispensative o l’uso di strumenti compensativi da usare durante gli esami e/o il corso. 

Vista la grande variabilità dei Disturbi Specifici di Apprendimento l’atteggiamento del docente verso lo studente con DSA dovrebbe essere aperto e disponibile all’ascolto.
Una buona domanda da porre durante il primo incontro, utile per individuare le difficoltà e, di conseguenza, le eventuali soluzioni, potrebbe essere: “cosa significa avere il tuo particolare disturbo specifico di apprendimento e in particolare cosa significa in quanto studente di questo specifico corso?” 

5. REALIZZARE MATERIALE DIDATTICO ED INFORMATICO PER STUDENTI CON DSA 

5.1 Favorire la leggibilità di un testo, non solo per DSA 

Le persone con DSA possono avere difficoltà nella decodifica di un testo. Ciò non significa che non siano in grado di leggere, ma piuttosto che il processo di lettura non avviene in modo automatico, richiedendo un impegno e una attenzione superiori a quelli richiesti di norma.
Gli studenti con DSA iscritti all’Università si sono già confrontati con tali problemi durante il loro percorso scolastico e, con buona probabilità, hanno già individuato strategie compensative per la lettura e la comprensione di testi scritti. Tuttavia, alcuni semplici accorgimenti da parte di chi redige e impagina un testo possono contribuire a ridurre ulteriormente la fatica da affrontare nel corso della lettura. 

Stante l’estrema specificità dei disturbi di ogni singola persona con DSA, l’individuazione dei processi che rendono difficoltosa la decodifica del testo è ancora dibattuta e oggetto di ricerca. Esiste tuttavia una buona convergenza di opinioni circa gli accorgimenti pratici che permettono di rendere un testo meno difficoltoso da leggere per una persona con DSA. 

I principali aspetti che è bene controllare riguardano: 

  • −  grafica e criteri di impaginazione (legibility);
  • −  organizzazione di testo, contenuti e lessico (readibility).
    Peraltro, occorre ribadire il concetto che scelte consapevoli che favoriscono la leggibilità da parte di persone con DSA rendono i testi più accessibile a ogni categoria di persone.

5.2 Aspetto grafico e criteri di impaginazione del testo 

I tipi di carattere maggiormente utilizzati sono classificati in due famiglie: 

  • −  Serif, con trattini più o meno elaborati in chiusura delle aste (es: Times New Roman);
  • −  Sans serif, privi di trattini o fregi (es: Arial, Calibri).

Ogni font comprende al suo interno più stili che generalmente si differenziano per: 

  • −  pendenza dei singoli segni tra normale e corsivo;
  • −  grossezza del tratto tra il chiaro e il grassetto;
  • −  limitatamente alle lettere, il tipo di segni che possono essere minuscoli e MAIUSCOLI;
  • −  dimensione, o corpo, del testo.

Al carattere possono inoltre essere assegnati effetti particolari: 

− Colore;
− Evidenziato; − Barrato;
− Sottolineato. 

5.3 Tipo di font 

La scelta del tipo, dello stile e della dimensione del font ha un impatto significativo sulla leggibilità di un testo e questo è particolarmente importante per persone con DSA. Per risultare facilmente leggibile un buon font deve: 

  • −  essere di facile identificazione;
  • −  avere lettere dalle forme ben definite;
  • −  avere una spaziatura tra le lettere che le renda ben distinguibili.
  • Per un lettore con DSA i font sans serif sono più facilmente decifrabili di quelli con le grazie, sia per il testo stampato che per il testo letto mediante video. Quelli comunemente suggeriti sono: 
  • Arial;
    Comic Sans;
    Helvetica; 

Tahoma; 

Verdana. 

5.4 Stile dei font
Nella scelta dello stile del font, poiché per una persona con DSA lo stile normale (o tondo) risulta più facilmente leggibile del corsivo, in un qualunque documento è preferibile usare il primo come stile base. La facilità di lettura del MAIUSCOLO è controversa: generalmente un testo in maiuscolo è considerato facilmente leggibile da una persona con DSA, ma viene SCONSIGLIATO PER 

TESTI LUNGHI IN QUANTO CONSIDERATO STANCANTE DA LEGGERE. 

Il maiuscolo può essere usato per dare enfasi a parti del testo, senza però eccedere. Inoltre, è bene ricordarsi che per la cosiddetta “netiquette” (insieme di regole più o meno ufficiali che disciplinano il comportamento di un utente di Internet) le parole scritte in maiuscolo su una pagina web corrispondono al tono di voce alto o urlato del parlato. 

Lo stile grassetto può essere usato nei titoli e per sottolineare parole chiave o i concetti più interessanti, con l’avvertenza di prestare sempre attenzione all’equilibrio complessivo della composizione e quindi a non esagerare e a non “affollare” troppo la pagina. 

Un uso eccessivo del sottolineato è da evitare perché rende difficile la lettura. Il sottolineato è invece suggerito per i collegamenti ipertestuali in quanto tale uso corrisponde alle aspettative dell’utente. 

5.5 Dimensione del font 

Nei documenti destinati alla stampa la dimensione del font dovrebbe essere almeno 12/14 punti, tenendo conto che la dimensione va scelta anche in funzione del tipo di carattere. Ad esempio: 

generalmente per il Verdana è ritenuto sufficiente il corpo 12;
per altri caratteri più piccoli (come il Calibri qui usato) alcuni utenti con DSA potrebbero trovare più agevole la lettura di un testo a stampa con corpo 14 o corpo 16. 

5.6 Spaziatura e crenatura dei caratteri 

I font possono essere: 

  • −  a spaziatura variabile (o proportional font) quando la larghezza dei caratteri e la distanza
    tra gli stessi varia da una lettera all’altra;
  • −  a spaziatura fissa (o monospaced font) quando tutti i caratteri hanno stessa larghezza e
    stessa distanza reciproca (tipico esempio il font Courier).
    Nell’impaginazione di un testo è inoltre possibile ridurre lo spazio in eccesso fra alcune coppie specifiche di lettere per dare un aspetto più omogeneo al testo (crenatura del carattere).
    Anche se alcuni test hanno evidenziato una relativa preferenza dell’utenza con DSA per testi redatti con font a spaziatura fissa, la scelta tra questi e i font a spaziatura variabile è tutt’oggi oggetto di dibattito. È invece sconsigliato ricorrere alla crenatura dei caratteri.

5.7 Colore del testo e dello sfondo 

Il contrasto tra caratteri e sfondo basato sulla sola differenza di luminosità (contrasto acromatico) è uno dei fattori che maggiormente incidono sulla leggibilità di un testo scritto o di altri segnali visivi e non solo da parte di un’utenza con DSA.
L’uso di testi poco contrastati è sempre da evitare ai fini delle leggibilità di un testo, ma è bene ricordare che anche un eccesso di contrasto può creare dei problemi di lettura. 

L’uso dello sfondo bianco brillante è da evitare sia per un uso a schermo che nel testo stampato. Sono invece consigliati il carattere nero (o comunque molto scuro) su fondo molto chiaro (ad esempio grigio chiaro, crema o toni pastello).
Nei testi stampati la carta deve essere abbastanza pesante da prevenire l’effetto di trasparenza e la carta opaca è da preferire alla lucida. 

Nei testi a colori, oltre alle differenze di luminosità, entrano in gioco anche quelle di tinta e saturazione (contrasto cromatico).
Per la redazione di un testo accessibile è però bene tenere conto che in anziani, ipovedenti e persone con altri deficit visivi può risultare assai più facilmente compromessa la capacità di percepire e distinguere i colori che la capacità di cogliere il contrasto di luminosità: è quindi sempre preferibile puntare su quest’ultimo piuttosto che sul contrasto cromatico. 

In questo senso una semplice verifica sul documento può essere eseguita annullando la saturazione a video o verificando l’effetto risultante da una copia in scala di grigi.
Oltre allo stile e alla dimensione anche il colore del font può essere usato per enfatizzare le parole chiave e indicizzare visivamente i contenuti o i concetti più interessanti, ma anche in questo caso occorre prestare attenzione a non affollare troppo la pagina (vedi anche “Organizzazione della pagina”). 

5.8 Spaziatura e impaginazione del testo 

Per essere facilmente percepiti e decifrati da chiunque, caratteri, parole e righe di un testo devono risultare sufficientemente distanziati e lo spazio che separa le parole deve essere significativamente più marcato di quello che separa le lettere al loro interno (gerarchizzazione degli spazi bianchi). 

Inoltre, dato che le variazioni degli spazi bianchi tra i caratteri peggiorano la performance di lettura di una persona con DSA, è preferibile usare forme di impaginazione del testo che non alterino gli interspazi tra le parole e tra le lettere. 

Il testo dovrebbe quindi essere impaginato a bandiera a sinistra (allo stesso modo in cui è impostato questo testo), mentre è bene evitare la giustificazione del testo. 

Per rendere agevole la lettura di un testo da parte di una persona con DSA è generalmente consigliata una spaziatura tra righe di 1.5. 

5.9 Organizzazione della pagina 

In generale per favorire la leggibilità del testo è bene evitare pagine percettivamente troppo uniformi, prive di riferimenti visivi, è quindi utile ricorrere a: 

  • −  salti di riga;
  • −  rientro all’inizio dei paragrafi (capoverso);
  • −  incremento degli spazi tra paragrafi;
  • −  cornici o bordi per sottolineare sezioni particolari del testo;
  • −  caratteri con stili, dimensioni o colori diversi per sottolineare sezioni particolari del testo.
    Senza riferimenti visivi, operazioni apparentemente banali quali passare dalla fine di una riga all’inizio della successiva o riprendere la lettura dopo avere momentaneamente staccato gli occhi dal libro, tendono infatti a risultare particolarmente faticose per una persona con DSA e possono facilmente diventare causa di errori.
    Per contro, occorre evitare l’eccessivo “affollamento” della pagina o della schermata: troppi riferimenti visivi tendono a annullarsi a vicenda e a degenerare in un generico rumore visivo. Per risultare di agevole lettura la lunghezza ottimale delle righe dovrebbe grosso modo aggirarsi intorno ai 60/70 caratteri. 

Dove possibile, è consigliato andare a capo dopo il punto di sospensione, mentre è sconsigliato iniziare una frase alla fine di una riga. Inoltre, le parole non devono essere spezzate alla fine della riga (evitare la sillabazione). 

Box Informativo: UNIVERSAL DESIGN E UNIVERSAL DESIGN FOR LEARNING 

L’Universal Design (UD) è un approccio innovativo alla progettazione di luoghi, servizi e strumenti, che ha lo scopo di renderli fruibili ed accessibili a ogni categoria di persone, con una estensione ampia e senza bisogno di adeguamenti o soluzioni speciali.
Di fatto, l'idea di base è: se la progettazione è svolta in base ai canoni dello UD, tutti ne possono beneficiare, indipendentemente dalle caratteristiche personali (età, capacità, condizioni personali e quindi, evidentemente, la presenza di disabilità). 

I principi su cui si basa lo UD sono:
1. Equità - uso equo: utilizzabile da chiunque;
2. Flessibilità - uso flessibile: si adatta a diverse abilità;
3. Semplicità - uso semplice ed intuitivo: l’uso è facile da capire;
4. Percettibilità: correttezza nella trasmissione delle informazioni sensoriali; 5. Tolleranza all'errore: minimizzare i rischi o azioni non volute;
6. Contenimento dello sforzo fisico: utilizzo con minimo dispendio di energia; 7. Misure e spazi sufficienti: rendere lo spazio idoneo per l'accesso e l'uso. 

L’Universal Design for Learning (UDL), applica gli stessi canoni progettuali in ambito educativo. Lo scopo è di modificare le modalità di somministrazione dei contenuti, in modo che queste non si riferiscano più solo allo "studente medio" (verso cui sono normalmente indirizzati i curricula e gli strumenti educativi) , ma includano anche gli studenti "ai margini": quelli con difficoltà di apprendimento e, può sembrare un paradosso, quelli particolarmente dotati. 

I principi specifici su cui si basa lo UDL sono:
1. Fornire diversi mezzi di rappresentazione;
2. Fornire diversi mezzi di azione ed espressione; 3. Fornire diversi mezzi per favorire l’impegno. 

Per studenti gli DSA, le linee guida si declinano nell’esigenza di usare strumenti che ne favoriscano il coinvolgimento, ma che allo stesso tempo si rivelino utili anche per tutti gli altri studenti. Esempi tipici sono l’uso di mappe concettuali, il ricorso a strumenti multimediali alternativi (video, ebook, ecc.), slide. 

6. ORGANIZZAZIONE DI TESTO, CONTENUTO E LESSICO 

Leggere è spesso un’azione faticosa per una persona con DSA. Quindi, compatibilmente con i contenuti che intende trasmettere, un buon testo dovrà essere il più possibile breve.
Al di là di tutti gli altri eventuali accorgimenti possibili, la sintesi è dunque la prima regola da tenere sempre a mente nella redazione di un testo per persone con DSA. 

6.1 Indicizzazione dei contenuti 

Per un lettore con DSA possono essere particolarmente difficoltose anche le operazioni di memorizzazione e indicizzazione dei contenuti.
Non a caso tra gli strumenti compensativi suggeriti dalle Linee Guida del CNUDD troviamo tabelle, 

16 

formulari e mappe concettuali e tra le strategie personali compensative elaborate dagli studenti è diffusa l’abitudine di elaborare sintesi e riassunti dei testi oggetto di studio.
Nella redazione di un testo risultano di estremo aiuto per il futuro lettore con DSA tutti quegli accorgimenti che gli permetteranno velocemente di: 

  • −  comprendere la struttura generale del testo;
  • −  individuare rapidamente i contenuti principali del testo;
  • −  rintracciare le parti nelle quali sono trattati i singoli argomenti.
    Anche in funzione del tipo e della lunghezza del documento potrà essere opportuno inserire:
  • −  una breve sezione introduttiva che descriva i contenuti del testo e/o un abstract e/o un
    elenco di parole chiave;
  • −  uno o più indici (contenuti, nomi, argomenti, luoghi).
    Per evitare che il lettore possa “perdersi” all’interno del testo e favorire l’operazione di consultazione veloce, può risultare di ausilio inserire nelle singole pagine/paragrafi indicazioni chiare circa il capitolo/sezione della quale fanno parte.
    Sempre per favorire le operazioni di consultazione può essere una buona regola raggruppare le informazioni per blocchi tematici e rendere evidente questa classificazione nell’indice/pagina introduttiva/titoli.
    Un altro accorgimento suggerito per favorire la comprensione e la consultazione del testo è l’evidenziazione di parole e concetti chiave.

6.2 Stile linguistico e tipo di lessico 

Per un lettore con DSA un buon testo è sintetico, chiaro e con una forma semplice e diretta, così da minimizzare gli sforzi di lettura e la possibilità di incorrere in errori di decodifica.
In tale senso le accortezze da usare per rendere un testo maggiormente accessibile a un lettore con DSA sono: 

  • −  usare un lessico semplice;
  • −  fornire istruzioni chiare e evitare lunghe frasi di spiegazione;
  • −  preferire forme attive e al modo indicativo;
  • −  usare elenchi puntati o numerati al posto della prosa continua;
  • −  introdurre sezioni di riepilogo dei concetti chiave composte di liste ordinate di frasi semplici;
  • −  evitare frasi con troppi pronomi;
  • −  evitare le frasi subordinate e preferire le frasi coordinate;
  • −  se non necessarie, evitare l’uso di espressioni o termini associati a sequenze spaziali o
    temporali;
  • −  sostituire gli eventuali flash-back con un più semplice ordine cronologico;
  • −  evitare acronimi e abbreviazioni e nel caso siano presenti dotare il testo di un glossario;
  • −  evitare le doppie negazioni.

Box Informativo: COME LEGGE UNA PERSONA CON DSA 

Non è possibile mostrare in modo univoco come le persone con DSA leggono i testi. Un esempio potrebbe essere quello in figura: in nero le lettere “normali” ed in rosso la loro percezione. 

Immagine da: Daniel Britton (2013), “Dyslexia. Information design: Recreating the feeling of reading with Dyslexia”. 

 

7. UTILIZZO DELLE MAPPE CONCETTUALI 

7.1 Caratteristiche 

Le mappe concettuali sono rappresentazioni grafiche di un insieme di conoscenze espresse attraverso un reticolo di concetti. Tali concetti sono inseriti all’interno di forme geometriche (di solito rettangoli) connessi mediante linee contrassegnate da etichette descrittive che precisano il tipo di relazione tra gli stessi. 

Idealmente, le mappe concettuali più utili sono quelle realizzate dagli studenti stessi per il loro personale utilizzo.
Se ben costruite, possono rappresentare uno strumento semplice e efficace che gli stessi docenti possono utilizzare per veicolare con successo le informazioni delle lezioni e/o altro materiale didattico. Gli studenti con DSA hanno talvolta difficoltà nel seguire le spiegazioni e allo stesso tempo prendere appunti. Le mappe concettuali possono essere uno strumento utile per allievare tali difficoltà, in quanto permettono di visualizzare graficamente un insieme di conoscenze espresse attraverso un reticolo di concetti. 

Durante lo svolgimento delle lezioni, le mappe concettuali possono essere: 

  1. presentate in forma statica al termine delle lezioni o di singole sezioni delle stesse, come strumento di sintesi per riassumere i principali concetti trattati;
  2. utilizzate in forma statica per accompagnare la spiegazione, durante le lezioni;
  3. costruite "in corso d'opera" durante le lezioni, in accordo con la trattazione degli argomenti
    (es. slide animate, LIM).

Come buona prassi, le mappe concettuali andrebbero fornite preliminarmente agli studenti e presentate successivamente a lezione (punto 3 dell’elenco precedente).
I principali elementi delle mappe concettuali sono due: 

  • −  Nodi concettuali: i concetti chiave della mappa, inseriti all’interno di etichette (solitamente rettangoli) e generalmente espressi con un preciso ordine gerarchico di importanza;
  • −  Relazioni: linee o frecce di collegamento tra i nodi concettuali accompagnate da parole- legame (poche e ben selezionate) che permettono di evidenziare le relazioni dirette o trasversali tra i concetti.
    A livello costruttivo: 
    • −  Le mappe dovrebbero essere realizzate, e successivamente lette, partendo dall’alto, dove
      è collocato il concetto principale, verso il basso;
    • −  Le linee che uniscono i concetti possono essere prive di frecce, dal momento che esiste un
      orientamento implicito.
      A livello formale, se la mappa è costruita dallo studente, il docente dovrebbe monitorare il rispetto delle regole di costruzione che partono dall’individuazione di una domanda focale esplicita ben formulata.
      Tuttavia, visto che il sistema è aperto, ogni studente che realizza in proprio la mappa può farlo seguendo le proprie regole di costruzione e interpretazione dei concetti.

7.2 Come si costruisce una mappa concettuale 

Per costruire una mappa concettuale si può seguire il seguente processo: 

  1. individuare chiaramente la “domanda focale” formulata in modo chiaro e collocarla in alto;
  2. individuare i nodi chiave ed esprimerli nelle etichette in modo semplice, chiaro ed esaustivo
    (i nodi chiave sono univoci e non devono ripetersi nella mappa);
  3. definire le relazioni tra i nodi chiave anche con parole di legame, poche e ben selezionate;
  4. individuare anche gli eventuali legami trasversali;
  5. organizzare spazialmente la mappa, collocando i nodi concettuali in modo gerarchico nelle
    etichette;
  6. inserire le linee e/o frecce che individuano le relazioni accompagnate da poche “parole- legame”;
  7. inserire esempi esplicativi, se necessari. 

Una buona mappa non dovrebbe contenere più 3 o 4 collegamenti ai nodi chiave per non sovraccaricare la memoria, capace di processare in maniera efficace non più di 5-7 elementi informativi alla volta.
Si possono anche usare concetti intermedi che riassumono efficacemente i concetti subordinabili alle parole di collegamento. Se questo non è possibile, i contenuti si possono suddividere in mappe più generali (sovraordinate) e mappe più dettagliate (subordinate). 

Nella redazione delle mappe, gli errori più comuni sono: 

concetto chiave al centro o in prossimità del centro della mappa; troppe parole in un nodo concettuale;
troppe parole in un collegamento;
troppi collegamenti uscenti dai concetti; 

etichette concettuali ripetute all’interno della mappa;
concetti significativi presenti nelle parole dei collegamenti e non nelle etichette (dove dovrebbero stare);
assenza di gerarchia nello sviluppo dei concetti;
presenza di troppi collegamenti lunghi. 

8. TESTI WEB: ACCESSIBILITÀ E USABILITÀ 

Box Informativo: Esempio di Mappa Concettuale 

Le persone con DSA trovano più semplice usufruire di testi web e multimediali realizzati secondo i due principi di accessibilità ed usabilità. 

  • −  l’accessibilità indica il grado di fruibilità di un dispositivo, di un servizio, di una risorsa o di un ambiente da parte di una qualsiasi tipologia d'utente. In informatica, questa definizione si declina nel favorire la riduzione o la eliminazione del divario tra chi può accedere in maniera autonoma alle risorse web e chi ne è impossibilitato (Web Accessibility Divide);
  • −  l’usabilità è definita come l'efficacia, l'efficienza e la soddisfazione con cui gli utenti raggiungono i loro obiettivi in determinati contesti, definendo, con una opportuna metrica, il grado di facilità e soddisfazione con cui si compie l'interazione tra l'uomo e lo strumento. In ambito informatico può essere considerata come un paradigma generale per costruire una interfaccia grafica (GUI) di un sito o di un applicativo informatico. L'usabilità è una proprietà esterna, poiché riguarda l'interazione tra utente e interfaccia, senza considerare il “motore interno” del sito o dell’applicativo informatico. 

In informatica i due concetti sono affini: entrambi mirano al miglioramento delle interfacce e possono essere applicati sia a livello progettuale, in supporto alla realizzazione di nuove interfacce, che a livello valutativo, come verifica di interfacce esistenti.
Le differenze stanno nei metodi: l’accessibilità fa riferimento ad un ben delineato apparato normativo e la sua valutazione viene svolta con appositi strumenti informatici automatizzati, l’usabilità è invece centrata sull’utente ed il contesto di uso, e la sua valutazione viene fatta con il coinvolgimento degli stessi utenti. 

I concetti base dell’usabilità sono i seguenti: 

  • −  Efficacia: accuratezza e completezza con cui gli utenti raggiungono i loro obiettivi
    nell’ambito di uso dello strumento;
  • −  Efficienza: risorse spese in relazione all'accuratezza e completezza degli obiettivi raggiunti;
  • −  Soddisfazione: comfort e accettabilità del sistema per gli utenti e altre persone interessate
    dal suo uso;
  • −  Facilità di apprendimento: facilità con cui l’utente raggiungere buone prestazioni in tempi
    brevi;
  • −  Facilità di memorizzazione: facilità di interazione con un'interfaccia anche dopo un periodo
    di lungo periodo di inutilizzo;
  • −  Sicurezza e robustezza all'errore: l'impatto dell'errore deve essere inversamente
    proporzionale alla probabilità d'errore.
    Applicare i concetti di usabilità e accessibilità si traduce nel creare siti ed interfacce web fruibili dagli utenti con DSA, tenendo conto delle loro caratteristiche e necessità.
    Per quanto riguarda il layout e l’impatto visivo, occorre: 
    • −  Rendere univoca la posizione, il layout e la funzionalità del menu di navigazione;
    • −  Nel menu, evidenziare sempre la pagina/sezione del sito in cui l’utente si trova;
    • −  Evitare le pagine affollate di informazioni;
    • −  Organizzare il contenuto con intestazioni e liste;
    • −  Evidenziare gli aspetti importanti del testo (ad esempio, le parole chiave);
    • −  Evitare gli elementi dinamici: animazioni, link sponsorizzati, banner, finestre pop-up;
    • −  Lasciare spazi vuoti tra i paragrafi e le sezioni che compaiono nella stessa pagina;
    • −  Lasciare spazi vuoti tra il testo e le tabelle, le figure, i video, ecc.
      Per quanto riguarda i contenuti, occorre:

Privilegiare la sintesi nella redazione dei contenuti;
Strutturare il testo con un linguaggio semplice e chiaro;
Utilizzare elenchi puntati (per insiemi di concetti) e numerati (per istruzioni o sequenze); Utilizzare elenchi di definizioni;
L’uso delle immagini è da considerarsi utile, se queste sono usate con moderazione e senza effetti visivi eccessivi. 

9. ADATTARE I TESTI AI SOFTWARE DI LETTURA 

9.1 Formato dei file 

I testi (dispense, presentazioni, ecc.) possono essere resi adatti anche ai software di lettura, mettendoli a disposizione in un formato che ne consenta una corretta interpretazione da parte del programma.
Questo può facilitare la didattica sia per gli studenti con DSA che con deficit visivi. Si può affermare che: 

- i file .doc (e simili) sono da preferire, in quanto modificabili in base alle preferenze di visualizzazione individuali, e meglio adattabili alle esigenze del software di lettura;
- i file .pdf sono comunque utili, in quanto mantengono lo stile di formattazione originale in modo più efficace, ma la loro “rigidità” li rende talvolta non pienamente fruibili dai software di lettura; 

In ogni caso, si consiglia di mettere a disposizione degli studenti i testi in entrambi i formati. 

9.2 Preparare i testi 

Non tutti i software di lettura hanno le stesse caratteristiche e funzionalità, per cui si possono solo fornire alcuni semplici suggerimenti generici, adattabili a tutti i diversi tipi di software: 

la lettura del testo da parte del software necessita in generale di un tempo maggiore di quello che occorre ad un lettore “medio”;
inserire punti dopo i titoli e le intestazioni in modo da consentire al software di fare una pausa nella lettura; per rendere il calo di voce e mettere in pausa; 

per lo stesso motivo, mettere punto e virgola, virgola o punto al termine di ogni voce di un elenco puntato o numerato;
utilizzare i font più comuni, font particolari sono talvolta letti con difficoltà dai software; creare manualmente gli elenchi numerati, dato che quelli creati in automatico talvolta non vengono riconosciuti come tali dal software; 

limitare l’uso di segni e simboli (asterischi, trattini, ecc.) dato che i software li leggono come tali.
utilizzare virgolette semplici. Altri tipi (oblique o a ricciolo) possono essere letti come “citando” da alcuni lettori di schermo; 

per le numerazioni, evitare l’uso dei numeri romani e della forma “no.”;
verificare se abbreviazioni e acronimi hanno bisogno di punti, per consentire al software di leggerli allo stesso modo di come vengono comunemente pronunciati oralmente;
i software possono avere difficoltà con le tabelle in Word, non potendosi muovere automaticamente alla cella successiva senza l'uso manuale del tasto “Tab”;
evitare di inserire testo all’interno delle immagini, dato che questo non viene letto dal software. Se non è possibile, ripetere le frasi (o i concetti associati) nel testo principale. 

10 STRUTTURARE UNA LEZIONE DSA-FRIENDLY: CRITERI GENERALI 

La normativa vigente stabilisce che uno studente con DSA ha diritto a fruire durante l’intera fase degli studi universitari di “appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica”. Tali provvedimenti includono anche: 

  • −  la possibilità di registrare le lezioni;
  • −  l’uso di testi in formato digitale, programmi di sintesi vocale e altri strumenti tecnologici di
    facilitazione nella fase di studio.
    Come logica conseguenza, le Linee Guida CNUDD suggeriscono che è buona regola accompagnare alla possibilità di uso degli ausili tecnologici la disponibilità di materiale didattico accessibile.
    Sarebbe quindi opportuno che, oltre a consentire la registrazione delle lezioni, il docente avesse cura di facilitare il processo di apprendimento dello studente con DSA mettendo a sua disposizione in formato accessibile materiali quali dispense, slide delle lezioni, testi, ecc.
    Inoltre, il docente può tenere conto del fatto che alcuni semplici accorgimenti nell’organizzazione e gestione delle proprie lezioni possono agevolare notevolmente il processo di apprendimento di uno studente con DSA. In particolare, per rendere la propria lezione facilmente fruibile a un insieme di studenti che includa anche persone con DSA, il docente potrebbe prevedere:
  • −  il rispetto dei diversi tempi di apprendimento, che potrebbero risultare particolarmente lunghi se il processo richiede abilità rese deficitarie dal disturbo specifico;
  • −  l’uso di linguaggi diversi per veicolare informazioni e conoscenze, in quanto le eventuali carenze possono riguardare processi di apprendimento differenti;
  • −  l’attivazione di frequenti occasioni di feedback per la verifica di quanto effettivamente trasmesso;
  • −  la messa a disposizione di appunti, indici e di materiali didattici di vario tipo che possano favorire l’acquisizione e la sistematizzazione delle informazioni;
  • −  la possibilità della registrazione della lezione da parte degli studenti, così da esentarli 21

dalla necessità di prendere appunti esaustivi durante la lezione.
A semplice titolo esemplificativo, del tutto consapevoli che l’impostazione e la forma di una lezione sono strettamente legate ai contenuti disciplinari e all’organizzazione data al corso dal singolo docente, si offrono di seguito alcuni suggerimenti per la strutturazione di una lezione DSA-friendly

10.1 Tempi e modalità 

Quando possibile, per favorire la piena fruizione della lezione anche a uno studente con DSA, si suggerisce al docente di prestare particolare attenzione a: 

  • −  la durata delle spiegazioni, che non dovrebbero risultare né eccessivamente lunghe né troppo veloci;
  • −  l’uso del tempo a disposizione, che dovrebbe sempre prevedere dei margini per il chiarimento e la sistematizzazione di quanto esposto.
  • −  una buona prassi potrebbe consistere nel:
  • −  suddividere ciascuna lezione in più sezioni di durata non eccessiva (consigliabile
    attenersi al limite dei 45 minuti) coincidenti con un singolo tema/argomento;
  • −  prevedere a conclusione di ogni sezione un riepilogo di quanto trattato e del tempo per
    eventuali domande.

Box Informativo: COME POTREBBE ESSERE STRUTTURATA UNA LEZIONE DI DUE ORE DSA-FRIENDLY 

INTRODUZIONE (5 minuti) 

Presentazione del contenuto della lezione con riferimento al programma generale del corso. 

5 minuti 

PRIMA SEZIONE (50 minuti) 

Esposizione di tema/argomento n.1 

40 minuti 

Breve riepilogo del tema/argomento n.1 e presentazione relativi riferimenti bibliografici 

5 minuti 

Tempo a disposizione per eventuali domande su tema/argomento n.1 

5 minuti 

PAUSA
(5 minuti) 

 

5 minuti 

SECONDA SEZIONE 

(50 minuti) 

Esposizione di tema/argomento n.2 

40 minuti 

Breve riepilogo del tema/argomento n.2 e presentazione relativi riferimenti bibliografici 

5 minuti 

Tempo a disposizione per eventuali domande su tema/argomento n.2 

5 minuti 

SEZIONE CONCLUSIVA (10 minuti) 

Prossimi appuntamenti e/o comunicazioni pratiche inerenti al corso 

5 minuti 

Tempo a disposizione per eventuali domande su corso e prossimi appuntamenti 

5 minuti 

 

10.2 Indice della lezione 

Per agevolare il processo di apprendimento di uno studente con DSA è consigliabile che durante la prima parte della lezione il docente fornisca un indice e/o una traccia ordinata degli argomenti che verranno trattati con i riferimenti al programma generale del corso. Questa pratica può: 

  • −  facilitare l’annotazione di appunti comprensibili anche a distanza di tempo;
  • −  favorire la strutturazione del processo di apprendimento;
  • −  rendere più facile allo studente concentrarsi sul contenuto della lezione.

L’indice e/o la traccia dovrebbero essere preferibilmente messi a disposizione degli studenti prima della lezione. Sarebbe inoltre opportuno che includessero i riferimenti bibliografici, così da permettere a coloro che lo ritengano necessario di effettuare in anticipo eventuali letture.
Una buona prassi consiste nell’inserimento sul sito web del corso e prima dell’inizio delle attività didattiche, dell’indice, delle tracce e della bibliografia di ciascuna lezione. Sarebbe inoltre utile fare precedere a ogni lezione una sintetica introduzione dell’articolazione e dei contenuti della stessa. Eventualmente il docente potrebbe anche prevedere di presentare il contenuto della lezione sotto forma di mappa concettuale e utilizzarla nel corso della lezione come indice e/o strumento di riepilogo. 

10.3 Collegamento tra argomenti 

Per gli studenti con DSA il processo di lettura è lungo. Ciò può comportare difficoltà nel dominare il linguaggio specifico di un testo e, allo stesso tempo, nell’acquisire una visione d’insieme degli argomenti trattati.
Per favorire il percorso dello studente con DSA sarebbe quindi consigliabile che il docente avesse cura di esplicitare i collegamenti esistenti tra gli argomenti trattati a lezione, i testi citati in bibliografia, e più in generale tra gli argomenti trattati nel corso. 

10.4 Forme di comunicazione e rappresentazione 

Nei limiti della complessità della disciplina e dei temi trattati, la forma dell’esposizione del docente dovrebbe sempre essere il più possibile semplice e chiara. L’uso di forme di comunicazione e rappresentazione diverse durante le lezioni può essere di aiuto per uno studente con DSA (oltre che per tutti gli altri) in quanto gli permette di sfruttare al meglio le proprie abilità per acquisire le informazioni tramite il processo a lui più congeniale e compensare le proprie difficoltà. 

Le informazioni più importanti e i concetti fondamentali dovrebbero quindi preferibilmente essere presentati dal docente in forma sia scritta che orale. Sarebbe inoltre opportuno che quanto scritto alla lavagna o presentato tramite slide venga anche letto in aula ad alta voce.
Questi accorgimenti dovrebbero essere adottati anche nel fornire le diverse informazioni pratiche riguardanti il corso (bibliografia, ricevimento, revisioni, programmi, ecc.). 

Se possibile, è inoltre consigliato di incorporare nella lezione tutte le forme di rappresentazione sintetica utili a esporre graficamente concetti e informazioni: illustrazioni, grafici, carte, foto, tabelle e mappe concettuali

Anche i filmati (o altre rappresentazioni multimediali) possono essere utilizzati dal docente per trasmettere le informazioni nella doppia forma audio e video. La fruizione di questo tipo di materiali può avvenire sia in forma collettiva durante le lezioni che in forma individuale tramite materiale messo preventivamente a disposizione degli studenti presso le biblioteche, le sale multimediali o nello spazio web. 

Anche nella scelta e redazione dei diversi materiali è opportuno attenersi quanto possibile a criteri di chiarezza e semplicità. Per rendere il materiale fruibile anche a uno studente con DSA il docente può fare riferimento a quanto esposto nella sezione: “Realizzare materiale didattico ed informatico per studenti con DSA”. 

10.5 Feedback di verifica 

I feedback di verifica dell’apprendimento possono aiutare lo studente a correggere o reimpostare il metodo di studio prima dell’esame finale e dovrebbero sempre essere previsti dal docente nell’organizzazione didattica.
In particolare sarebbe opportuno che il docente preveda: 

  • −  uno spazio adeguato per rispondere alle domande degli studenti durante le lezioni, possibilmente preceduto da un breve riepilogo di quanto esposto;
  • −  dei test e/o delle esercitazioni intermedie seguite da una attenta correzione;
  • −  delle frequenti occasioni di ricevimento individuale degli studenti;
  • −  delle occasioni di confronto tra gli studenti stessi (es. gruppi di discussione).

10.6 Appunti e registrazioni a lezione 

Per uno studente con DSA è difficile seguire una lezione e al tempo stesso prendere appunti.
È quindi opportuno che allo studente siano offerte modalità alternative di registrazione/annotazione di quanto trattato a lezione.
La prima buona regola è quella di consentire allo studente con DSA di effettuare la registrazione audio della lezione, possibilmente permettendogli di posizionare lo strumento di registrazione nella posizione più opportuna per ottenere una buona qualità audio (es. direttamente sulla cattedra).
Per registrare quanto scritto in diretta sulla lavagna dovrebbe essere inoltre consentito allo studente con DSA di effettuare riprese fotografiche o filmate.
Per quanto riguarda invece materiali, esercizi o esempi presentati a lezione, ma preparati preventivamente dal docente, è consigliabile che vengano direttamente messi a disposizione dello studente in forma preferibilmente digitale.
Eventuali altre soluzioni potrebbero essere: 

− messa a disposizione degli studenti di una registrazione audio (o video) della lezione svolta, realizzata direttamente dal docente; 

− uso della Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) con conseguente possibile accesso dello studente alla registrazione integrale di quanto svolto durante la lezione. 

 

Box Informativo: IL PROBLEMA DELLA PRIVACY 

Gli studenti con DSA dovrebbero essere dispensati dalla necessità di prendere appunti esaustivi durante la lezione così da potersi adeguatamente concentrare sul contenuto della stessa.
Conseguentemente devono avere la possibilità di: 

Registrare l’audio della lezione;
Fotografare o riprodurre in altro modo veloce quanto svolto/elaborato in aula alla lavagna;
Fotografare o riprodurre in altro modo veloce quanto presentato in aula dal docente tramite slides. 

Il docente e gli studenti dovrebbero accordarsi preventivamente circa la forma più opportuna per effettuare le 

registrazioni, in modo che non interferiscano con lo svolgimento delle lezioni.
Parte del materiale (slides, esercizi, appunti e/o dispense del corso) potrebbe essere messo a disposizione dal docente, possibilmente in formato digitale, così da potere essere utilizzato dallo studente con DSA anche tramite gli appositi strumenti compensativi. 

Da un punto di vista legale docenti e studenti devono tenere conto dei seguenti aspetti: 

  •  La registrazione delle lezioni in aula è consentita per motivi di studio individuale e non rientra nella
    legislazione in materia di privacy.
  •  Le Linee Guida per il diritto allo studio degli studenti con DSA, di cui al Decreto attuativo n. 5669,
    prevedono la possibilità di registrare le lezioni al fine di facilitare l’apprendimento. In esse si legge: “La Legge 170/2010 richiama inoltre le istituzioni che si occupano di formazione e apprendimento all’obbligo di garantire «l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere»”.
    Non tutti i docenti sono a conoscenza di tali norme o sanno cosa possono fare per agevolare lo studio individuale senza che sia lesa la loro privacy. Il Garante della Privacy, interrogato sulla questione, riferisce infatti quanto segue:

“...Al riguardo, questa Autorità ha precisato che gli studenti possono registrare le lezioni quando la registrazione viene effettuata per fini personali, come ad esempio per motivi di studio individuale. Per ogni altro differente utilizzo o eventuale diffusione, anche su internet, è invece necessario prima informare adeguatamente le persone coinvolte nella registrazione (professori, studenti...), e ottenere il loro consenso esplicito”. 

Su questo ed altri aspetti si trovano utili indicazioni negli opuscoli informativi pubblicati dal Garante per la protezione dei dati personali, scaricabili in formato elettronico dal sito dell'Autorità www.gpdp.it, al seguente collegamento:
http://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1922676 

10.7 Uso delle slide 

Le lezioni universitarie sono spesso accompagnate dalla proiezione di slide che, se ben realizzate, sono un ottimo strumento per la costruzione di una lezione adatta a uno studente con DSA.
Per risultare efficaci, velocità di proiezione e contenuto delle slide devono risultare adeguate alle effettive capacità di recezione dello studente con DSA e non dovrebbero mai distogliere l’attenzione da quanto esposto oralmente dal docente

È opportuno che il docente abbia cura di considerare tutto il contenuto delle slide come parte integrante della lezione evitando di inserire materiale in eccesso o “elementi decorativi”, possibili fonti di confusione e distrazione.
Per uno studente con DSA è difficile decifrare un testo o un’immagine e contemporaneamente ascoltare il docente, pertanto il contenuto delle slide, sia esso testo, grafico, diagramma, mappa concettuale o altro, dovrebbe sempre essere presentato, letto e commentato dal docente durante la lezione. 

I principali criteri a cui un docente può fare riferimento per la costruzione e l’uso di slide efficaci sono: 

evitare di fare corrispondere il contenuto delle slide con il testo delle dispense o del libro di testo: una slide efficace integra, chiarisce e riassume quanto trattato dal docente e non coincide con i “sottotitoli” della lezione;
sincronizzare le slide con gli argomenti trattati per evitare inutili elementi di 

distrazione; 

  • −  spegnere eventualmente la presentazione nel caso in cui il docente decida di trattare un
    argomento non incluso nelle slide;
  • −  inserire testi brevi, semplici e sintetici (con l’eventuale eccezione delle citazioni). Come
    regola pratica si può considerare che ogni slide non dovrebbe contenere più di sei/sette
    righe di testo con non più di sei/sette parole per riga;
  • −  privilegiare l’esposizione dei concetti tramite elenchi puntati/numerati e parole chiave. L’uso di testi brevi permette al docente di illustrare liberamente i contenuti durante la lezione e di fare riferimento al contenuto della slide come a un indice o a uno strumento di riepilogo.
    Da un punto di vista grafico, per favorire la leggibilità dei contenuti, il design delle slide dovrebbe risultare il più possibile logico, semplice e chiaro e sia il testo che le immagini dovrebbero essere sufficientemente grandi e distanziate. In particolare nel comporre le slide si consiglia di prestare particolare attenzione ai seguenti aspetti:
  • −  combinazione dei colori: verificare che il contrasto di luminosità sia sempre sufficiente a rendere chiaramente leggibili i testi e le immagini rispetto allo sfondo (evitare ad esempio un testo giallo su sfondo bianco); evitare effetti di eccessivo contrasto tra i testi, le immagini e lo sfondo (sconsigliato il testo nero su sfondo bianco brillante); utilizzare caratteri neri (o scuri) su fondo grigio chiaro, crema o a toni pastello. Per testare l’efficacia del contrasto di luminosità nelle slide a colori è sempre possibile provare a desaturare completamente l’immagine e quindi verificarne la leggibilità;
  • −  carattere dei testi: evitare caratteri inusuali o con effetti particolari e scegliere caratteri del tipo “senza grazie” (suggeriti: Arial; Comic Sans; Helvetica; Tahoma; Verdana);
  • −  dimensione e interlinea del testo: utilizzare caratteri di dimensione minima 18 punti (meglio se 24 o 28); usare un’interlinea minima di 1,5;
  • −  enfatizzazione del testo: Privilegiare l’uso del grassetto; utilizzare il sottolineato solo per i collegamenti ipertestuali; evitare l’uso del corsivo e del maiuscolo; utilizzare con discrezione il colore come forma di evidenziazione del testo;
  • −  impaginazione del testo: utilizzare testi allineati a bandiera a sinistra (righe con allineamento verticale solo sul margine sinistro); evitare il testo giustificato;
  • −  immagini di sfondo: evitare di utilizzare un’immagine come sfondo del testo perché potrebbe complicare notevolmente la decodifica del testo a causa della riduzione del contrasto testo/sfondo;
  • −  impaginazione delle immagini: posizionare le immagini preferibilmente a destra o sotto il testo;
  • −  effetti particolari: evitare le animazioni;
  • −  mappe, grafici e tabelle: prestare la massima attenzione alla leggibilità e verificare che sia
    possibile decodificare agevolmente anche i testi in essi contenuti.
    Per quanto attiene il linguaggio e le scelte grafiche si consiglia di fare riferimento anche a quanto esposto nella sezione “Realizzare materiale didattico ed informatico per studenti con DSA”.
    Inoltre, per i docenti che intendessero farne uso, sul sito web di Ateneo dedicato ai DSA è disponibile un modello di slide DSA-friendly liberamente scaricabile.

Box Applicativo: PREPARARE SLIDE DSA-FRIENDLY 

Da fare:
Il contenuto è parte integrante della lezione e viene illustrato dal docente;
Ogni slide ha un numero limitato di elementi ed ha una forma semplice e chiara;
I caratteri sono grandi (dimensione minima 18 punti, meglio se 24 o 28);
Le linee sono distanziate (interlinea minima 1,5);
Le immagini, le mappe, i grafici e le tabelle sono chiari, semplici e ben leggibili;
Le slides sono usate come indice e sintesi degli argomenti trattati;
Il contenuto è sincronizzato con quanto effettivamente trattato durante la lezione;
I caratteri sono senza grazie (suggeriti: Arial; Comic Sans; Helvetica; Verdana);
Le evidenziazioni sono con il grassetto o il colore (senza abusarne);
I testi sono inseriti sono allineati a bandiera a sinistra;
Le slides hanno un buon contrasto di luminosità e sono leggibili anche in scala di grigi; Si usano caratteri neri o molto scuri su fondo grigio chiaro, crema o a toni pastello; 

Da evitare:
Il contenuto è scorso velocemente durante la lezione come fosse uno sfondo; Ogni slide contiene molto testo scritto con caratteri molto piccoli;
Le slides contengono appunti o disegni fatti a mano o poco chiari;
Le slides contengono molti elementi o hanno una struttura complessa;
Le immagini sono complesse o poco facilmente decifrabili;
Il testo coincide con la trascrizione integrale della lezione;
Il contenuto non è sincronizzato con quanto effettivamente trattato a lezione; I testi sono scritti a mano, con caratteri strani o con effetti particolari;
I testi hanno un’impaginazione giustificata;
L’insieme della slides risulta troppo poco contrastata;
Le slide non sono facilmente leggibili in scala di grigi;
I testi sono scritti con caratteri chiari su fondo nero;
I testi sono scritti con caratteri neri su fondo bianco brillante;
Le slide contengono effetti di animazione;
Le immagini sono usate come sfondo del testo. 

10.8 Uso della LIM 

La possibilità di usare una Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) per effettuare le lezioni può offrire diverse opportunità per favorire il processo di apprendimento degli studenti con DSA.
Gli aspetti più interessanti connessi all’uso della LIM rispetto al miglioramento della fruibilità didattica degli studenti con DSA risultano: 

• la versatilità e semplicità che la LIM offre ai docenti per l’introduzione e gestione di contenuti multimediali di vario tipo nelle presentazioni (audio, video, testi, immagini ecc.) che può favorire la costruzione di lezioni adeguate a stili cognitivi differenti;
• la possibilità di rielaborare attivamente la presentazione durante la lezione, che potrebbe essere sfruttata anche per rispondere in tempo reale a eventuali richieste/bisogni particolari da parte di studenti con DSA; 

• la possibilità di realizzare nel corso della lezione un’interazione tra studenti e docenti supportata dall’uso di strumenti digitali, che può contribuire a rendere più agevole la partecipazione attiva degli studenti con DSA;
• la possibilità di effettuare una registrazione diretta e integrale della lezione comprensiva di quanto elaborato in aula (annotazioni, esercizi, test, disegni, voci, ecc.) e di inserirla in un archivio digitale delle lezioni che può essere agevolmente reso fruibile agli studenti. 

Come per tutti gli altri strumenti, anche nell’uso della LIM è comunque necessario che i docenti tengano conto delle particolari difficoltà di uno studente con DSA sia rispetto ai tempi di apprendimento sia nell’elaborazione e gestione dei materiali didattici utilizzati nella lezione. Si consiglia quindi di fare riferimento a quanto precisato nei paragrafi precedenti e nella sezione 

“Realizzare materiale didattico ed informatico per studenti con DSA”. 

11. GESTIRE LE PROVE DI ESAME PER STUDENTI CON DSA 

11.1 Prassi di comportamento 

Gli studenti con DSA hanno diritto a un trattamento personalizzato in sede di esame, eventualmente anche tramite specifici ausili tecnologici.
L’adeguamento delle prove deve essere preventivamente concordato con il docente in riferimento anche a quanto previsto dalle Linee Guida allegate al Decreto Ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011. 

Quello che può essere adeguato è comunque sempre e solo la forma della verifica: il grado di difficoltà della prova e la preparazione richiesta al candidato devono infatti essere uguali per tutti gli studenti.
Vista la grande variabilità delle manifestazioni dei DSA e considerate le diverse caratteristiche degli studenti, le forme alternative di esame e/o l’uso di eventuali strumenti compensativi e misure dispensative dovrebbero sempre essere valutate in modo personalizzato in base al tipo di diagnosi e in relazione alle specificità delle singole discipline e alle finalità dei corsi di studio. 

La forma più opportuna per effettuare tale valutazione è un colloquio privato tra docente e studente effettuato con congruo anticipo rispetto alla prova di esame e in cui siano approfondite le specifiche difficoltà dello studente.
Una buona prassi per il docente, che agevolerebbe notevolmente la gestione degli esami degli studenti con DSA, consiste nel rendere noti all’inizio del corso le date, i contenuti e le modalità di svolgimento dell’esame, informando sugli argomenti d’esame, sui criteri di valutazione nonché sulla forma della verifica

In tale occasione, il docente potrebbe anche rivolgere un generico invito agli studenti con DSA, che ritengono di aver bisogno di un supporto specifico, a mettersi in contatto con lui, in privato, entro una determinata data.
Un’altra buona regola è quella di rendere disponibile con largo anticipo rispetto alle prove di esame la bibliografia e le eventuali dispense, anche perché lo studente con DSA potrebbe avere bisogno di tempo per trasformare i testi cartacei in formato digitale. 

11.2 Orale vs. scritto 

Tutti le tipologie di DSA tendono a ridurre la capacità di svolgere correttamente e velocemente una prova scritta. 

Accorgimenti e ausili di vario genere possono permettere di compensare più o meno adeguatamente tali difficoltà. Tuttavia, se il tipo di disciplina e l’organizzazione del corso lo consentono, può essere consigliabile prevedere per lo studente con DSA un esame in forma orale. In questo caso è opportuno che il candidato acceda direttamente all’esame orale evitando di essere preliminarmente sottoposto a un “tentativo” di prova scritta la cui probabile conseguenza sarebbe solo la creazione di uno stato di frustrazione, oltre che un’inutile perdita di tempo. 

Nel caso in cui sia indispensabile svolgere un esame scritto dovrebbe essere attentamente valutata dal docente la forma più opportuna da dare al test o alla traccia per renderli il più possibile accessibili a uno studente con DSA. 

Accorgimenti minimi che possono aiutare uno studente con DSA a svolgere la prova scritta sono: 

  • −  svolgere l’esame in una zona tranquilla in quanto può essere difficile per uno studente
    con DSA decifrare un testo in presenza di un rumore di fondo;
  • −  usare fogli a righe o a quadretti invece che bianchi per ordinare più facilmente il testo e
    le cifre;
  • −  usare dei fogli di brutta per ridurre lo stress di dovere produrre per forza “alla prima” un
    testo ordinato e definitivo.

11.3 Suddividere l’esame in più parti 

Se la prova finale di esame è molto complessa, o richiede necessariamente la lettura o scrittura di testi molto lunghi, una delle possibili forme di adeguamento alle esigenze di uno studente con DSA è dividere l’esame in più prove parziali.
La somma delle prove singole dovrebbe ricostruire la complessità dell’esame unico e le prove dovrebbero essere poste a intervalli temporali ragionevoli e preliminarmente concordati. 

11.4 Contenuto vs. forma 

Per uno studente con DSA può essere un problema scrivere correttamente parole e numeri, ma anche memorizzare esattamente termini, formule e date.
A seconda del tipo di diagnosi e di disturbo, nella valutazione di una prova di esame, il docente dovrebbe tenere conto delle specifiche difficoltà e cercare di capire, con opportuni approfondimenti, se le carenze, le difficoltà e gli eventuali errori dello studente sono solo “formali” o attengono anche al senso e ai contenuti della disciplina. Errori formali o ortografici non dovrebbero essere considerati nella valutazione della prova sia essa scritta o orale. 

Nel caso in cui sia particolarmente difficile articolare un testo come discorso complessivo, allo studente con DSA potrebbe essere anche permesso di scrivere il testo come sequenza di singole argomentazioni ordinate per titoli/ punti chiave. 

11.5 Tempi aggiuntivi 

Per uno studente con DSA la lettura veloce, la scrittura rapida e il recupero immediato e sistematico delle informazioni possono essere difficili. In molti casi il processo di decodifica, scrittura o recupero delle informazioni può però essere effettuato correttamente se eseguito con tempi leggermente più lunghi. 

Proprio per questo motivo, uno dei criteri più semplici ed efficaci per adeguare una prova scritta di esame a uno studente con DSA è la concessione di un tempo aggiuntivo, fissato per legge fino ad un massimo del 30% in più. In tale caso è bene organizzare la prova in modo che gli studenti con più tempo a disposizione non debbano essere interrotti o disturbati da coloro che termineranno prima. 

Anche nel corso di un esame orale può risultare efficace concedere a uno studente con DSA un po’ più di tempo per rispondere alle domande. 

11.6 Rendere disponibili esempi e tracce di esami precedenti 

Per uno studente con DSA la prova di esame può risultare difficoltosa se le abilità necessarie per eseguirla correttamente risultano compromesse dal disturbo specifico. La possibilità di accedere, con ragionevole anticipo, a esempi e tracce di prove di esame già svolte può aiutare lo studente a eseguire correttamente la prova o, quantomeno, a individuare e concordare per tempo col docente la concessione di strumenti compensativi e misure dispensative adeguate. 

Inoltre, tenuto conto che il processo di apprendimento di uno studente può migliorare quando sono chiari il senso dell’esame rispetto ai contenuti del corso ed i criteri usati dal docente per giudicare la correttezza e il valore della prova, potrebbe essere buona prassi mettere a disposizione degli studenti tracce e esempi di esami precedenti correttamente svolti e esplicitare i criteri usati per la valutazione della prova. 

11.7 Utilizzo degli strumenti dispensativi e compensativi nella fase di esame 

La normativa vigente (Legge 170/2010, dal D.M. 12/07/2011 e Linee Guida allegate) prevede che gli studenti con diagnosi di DSA possano fruire di misure dispensative e strumenti compensativi anche durante gli esami universitari: 

• le “misure dispensative” sono “interventi che consentono allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento”;
• gli “strumenti compensativi” sono “strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria” senza facilitarla da un punto di vista cognitivo. 

Nelle Linee Guida allegate al D.M. 12/07/2011 si precisa che nella fase degli esami universitari possono essere applicati: 

  • prove orali invece che scritte;
  • uso di personal computer con correttore ortografico e sintesi vocale;
  • tempo supplementare fino a un massimo del 30% in più oppure riduzione quantitativa della prova;

• valutazione dei contenuti più che della forma. 

Anche se non costituiscono di fatto un riferimento di legge, ma solo una indicazione di buone prassi condivise da tutti gli Atenei italiani, nelle Linee Guida CNUDD del 2014 sono date ulteriori indicazioni su quali misure dispensative e strumenti compensativi potrebbero essere concessi per supportare lo studente universitario durante la prova di esame. La concessione di tali misure e strumenti, come già accennato, è lasciata al docente, che potrà decidere in autonomia se accogliere o meno la richiesta in relazione al tipo di prova, ai contenuti della disciplina e sulla base delle specifiche difficoltà dello studente. 

Le misure dispensative suggerite dalle Linee Guida CNUDD 2014 sono: 

  • considerare la possibilità di suddividere la materia d’esame in più prove parziali;
  • privilegiare verifiche orali piuttosto che scritte, tenendo conto anche del profilo individuale
    di abilità;
  • laddove l’esame scritto venga ritenuto indispensabile, verificare se il formato scelto (ad
    es. test a scelta multipla, o a risposta chiusa, ecc.), rappresenti un ostacolo e se possa
    essere sostituito da altre forme di valutazione scritta;
  • nelle prove scritte, prevedere alternativamente la riduzione quantitativa, ma non
    qualitativa, della prova stessa, oppure la concessione di tempo supplementare, fino a un
    massimo del 30%, per lo svolgimento della prova;
  • considerare nella valutazione i contenuti piuttosto che la forma e l’ortografia.
    Gli strumenti compensativi suggeriti dalle Linee Guida CNUDD 2014 sono:
  • PC con correttore ortografico;
  • testi in formato digitale;
  • programmi di sintesi vocale;
  • la presenza di tutor con funzione di lettore, nel caso in cui non sia possibile fornire materiali d’esame in formato digitale;
  • calcolatrice;
  • tabelle e formulari;
  • mappe concettuali;
  • altri strumenti tecnologici di facilitazione nella fase di esame.

Box di Approfondimento
Adeguate forme di verifica e di gestione delle autonomie didattiche nel caso degli studenti con DSA a norma di legge 

Nel merito di cosa è obbligo consentire per legge allo studente con DSA, le indicazioni vengono dalla Legge 170/2010, dal D.M. 12/07/2011 e Linee Guida allegate che prevedono una serie di misure compensative (ad esempio: privilegiare verifiche orali invece che scritte; prevedere nelle prove scritte tempo supplementare fino a un massimo del 30% in più; prevedere una eventuale riduzione quantitativa, ma non qualitativa delle prove scritte; considerare nella valutazione i contenuti piuttosto che la forma e l’ortografia) e di strumenti compensativi (ad esempio: registrazione delle lezioni; utilizzo di testi in formato digitale; uso di tutor con sintesi vocale). 

Nel caso degli studenti universitari, in base all’art.5 comma 4 della legge 170/2010 che cita 

“agli studenti con DSA siano garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all’università nonché gli esami universitari” 

gli Atenei sono tenuti a prevedere forme di ammissione, di verifica e servizi specifici per gli studenti con DSA.
D’altra parte, anche se non costituiscono di fatto un riferimento di legge, ma solo una indicazione di buone prassi condivise da tutti gli Atenei italiani, nelle Linee Guida CNUDD (2014) sono date ulteriori indicazioni circa quali misure dispensative e strumenti compensativi potrebbero essere concessi per supportare lo studente universitario durante la prova di esame. 

Nello specifico, la suddivisione della materia d’esame in più prove parziali (Linee Guida CNUDD, pag.14) rientra tra le misure dispensative aventi l’obiettivo di calibrare il carico di lavoro dello studente, solitamente reso eccessivo dal disturbo. 

Come sappiamo, i regolamenti didattici di Ateneo, nel rispetto degli statuti, disciplinano altresì gli aspetti di organizzazione dell'attività didattica comuni ai corsi di studio, con particolare riferimento alle procedure per lo svolgimento degli esami e delle altre verifiche di profitto, ci dicono: 

“1. L’esame accerta il raggiungimento degli obiettivi dell’attività formativa dei singoli insegnamenti definiti nel Regolamento didattico del Corso di studio.
2. Secondo la tipologia e la durata degli insegnamenti impartiti, i Regolamenti didattici dei singoli Corsi di studio stabiliscono (entro il limite massimo previsto dai DD.MM. delle classi) il numero e la tipologia di prove di verifica del profitto che determinano per gli studenti l’acquisizione dei crediti assegnati. Le prove di verifica possono svolgersi in forma orale, scritta o pratica ed eventuali loro combinazioni secondo modalità definite dal Consiglio competente. Le verifiche possono svolgersi individualmente o per gruppi, facendo salva in questo caso la riconoscibilità e valutabilità dell’apporto individuale, e avere anche ad oggetto la realizzazione di specifici progetti, determinati e assegnati dal docente responsabile dell’attività, o la partecipazione ad esperienze di ricerca” (Art. 24 - Esami e verifiche del profitto, Regolamento 270a) 

In conclusione, di fatto la modalità di applicazione di tali misure e strumenti è lasciata al Docente nel contesto delle “autonomie didattiche”.
In altre parole, è il Docente che potrà decidere in autonomia la modalità dell’applicabilità della richiesta in relazione al tipo di prova, ai contenuti della disciplina e sulla base delle specifiche difficoltà dello studente. 

11.8 Gli strumenti compensativi per le prove di esame: aspetti pratici 

Alcuni strumenti compensativi previsti per legge sono di facile applicazione pratica, primo fra tutti la concessione del tempo aggiuntivo per lo svolgimento degli esami scritti.
Anche la calcolatrice, strumento che permette di esentare lo studente discalculico dallo svolgimento manuale dei calcoli, è uno strumento che generalmente può essere concesso senza grandi difficoltà, sia negli esami scritti che nello svolgimento di un esercizio durante una prova orale. 

Quando risulta necessario l’uso di un personal computer (sintesi vocale, video scrittura con correttore ortografico ecc.), occorre verificare per tempo la disponibilità per il giorno della prova di un computer “vuoto” e privo di connessione internet su cui siano installati tutti i programmi necessari. In questo caso è necessario che la traccia di esame sia fornita come testo digitale accessibile ai programmi di cui è previsto l’uso.
In casi estremamente gravi, o in presenza di particolari difficoltà logistiche, può essere concessa la presenza di un tutor in qualità di lettore o scrittore sotto dettatura. 

Nel caso in cui per lo svolgimento di esami orali o di prove scritte sia ritenuto opportuno concedere anche l’uso di eventuali tabelle, formulari, mappe e schemi concettuali, dizionari e repertori o altri materiali, è sempre necessario che tale materiale sia valutato e concordato per tempo tra il docente e lo studente. 

In ogni caso il docente potrà avvalersi sempre sia del Referente di Facoltà che del Servizio Counseling del Settore per le Relazioni con studenti con disabilità e con DSA. 

Box applicativo: L’ESAME SCRITTO DSA-FRIENDLY 

Di seguito vengono elencati gli accorgimenti da usare per rendere la prova scritta più accessibile ad uno studente con DSA:
Traccia: 

  • Linguaggio semplice e chiaro;
  • Testo stampato e caratteri semplici grandi, con righe sufficientemente distanziate e impaginato a bandiera a sinistra (evitare i testi giustificati);
  • Caratteri sans serif, consigliati: Arial, Comic Sans, Helvetica, Tahoma, Verdana;
  • Dimensione minima consigliata per il carattere 12/14 punti;
  • Evitare di fornire tracce con testi scritti a mano;
  • Separare adeguatamente argomenti e sezioni diverse;
  • Ogni pagina deve contenere un numero limitato di domande o di quesiti matematici per evitare che possano essere visivamente confuse le informazioni;
  • Stampare le tracce d’esame solo su una pagina del foglio.
    Test:
  • Raggruppare le domande per tipi logici (vero/falso, a scelta multipla, a risposta breve, ecc.);
  • Lasciare sempre uno spazio bianco adeguato tra le domande, in particolare tra quelle a scelta
    multipla;
  • Laddove possibile, preferire l’uso delle risposte a doppia (vero/falso) o a risposta aperta.

12. SERVIZI A DISPOSIZIONE DEI DOCENTI 

All’interno di Sapienza, Università di Roma, esistono servizi, strutture e personale a cui i docenti possono rivolgersi per ricevere informazioni sulle necessità degli studenti con DSA, al fine di garantirne il diritto allo studio anche in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa vigente. Il Settore per le Relazioni con gli studenti con disabilità e con DSA, all’interno dell’Area Offerta Formativa e Diritto allo Studio, è la struttura di Ateneo che si occupa del servizio di assistenza e sostegno agli studenti con disabilità e con DSA. Per gli studenti con DSA, in particolare, il Settore si avvale di un servizio di Counseling dove operano due psicologhe specializzate. 

Le principali attività del Settore e del Counseling in relazione agli studenti con DSA sono le seguenti: 

Mediazione: uno studente con DSA può chiedere al Settore un’azione di mediazione nei confronti del docente per la soluzione di questioni particolarmente critiche. In prevalenza l’azione di mediazione viene richiesta per concordare gli adattamenti di esami e lezioni.
Consulenza: il Settore offre azioni di informazione e consulenza ai docenti che ne facciano richiesta, in particolare sulla gestione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi previste per legge, sull’approccio relazionale, sulla possibilità di migliorare l’accessibilità del materiale didattico e sulla valutazione dello stato dell’apprendimento. Il Settore offre anche la possibilità, in accordo con il Referente di Facoltà, di essere presente su invito a consigli di corsi di studio per dare indicazioni utili all'adattamento dei percorsi degli studenti con DSA;
Supporto: il Settore svolge azioni di supporto e vigilanza sulle misure dispensative e gli strumenti compensativi durante test di ammissione e di verifica delle conoscenze e può pertanto essere presente col proprio personale durante lo svolgimento delle prove; 

Struttura di riferimento: il Settore è la struttura di riferimento di Ateneo a cui il docente può indirizzare lo studente con DSA da cui abbia ricevuto richieste di aiuto o informazione che esulino dalle suo specifiche competenze. Un docente può anche consigliare a uno studente di rivolgersi al Settore per valutare una possibile sospetta situazione di DSA non diagnosticata. 

Delegato del Rettore per gli studenti con disabilità e con DSA 

Il Delegato del Rettore per le questioni sulla disabilità ricopre il ruolo di garante, referente e promotore a livello di Ateneo di azioni e iniziative rivolte ad assicurare la presenza e il diritto allo studio degli studenti con disabilità e con DSA ai sensi dell’art. 16 della legge n. 104/1992 così come integrato dalla legge 17/1999. 

Referenti di Facoltà per gli studenti con disabilità e con DSA 

I Referenti per la disabilità e DSA sono docenti incaricati dai Presidi che svolgono all’interno delle singole Facoltà il ruolo di referente didattico per la gestione delle problematiche relative all’orientamento degli studenti con disabilità o con DSA. L’elenco dei Referenti è pubblicato nel sito web di Ateneo. 

• I docenti possono contattare ed essere contattati dai Referenti per alcune questioni relative agli studenti con DSA. In particolare:
Mediazione: in situazioni complesse uno studente con DSA può rivolgersi al Referente chiedendo un’azione di mediazione nei confronti del docente; il docente potrà quindi essere contattato dal Referente per la soluzione della questione; 

Consulenza: i docenti possono rivolgersi al Referente per ricevere informazioni sulla gestione degli studenti con DSA. In particolare il Referente può essere di ausilio per valutare la concessione delle misure dispensative e compensative previste per legge, nel rispetto dei contenuti disciplinari dei singoli corsi; 

Azione di coordinamento e supporto: il Referente è la figura che riceve dal Settore le segnalazioni e la documentazione relativa agli studenti con DSA presenti nei corsi tramite una scheda individuale, dopo verifica delle certificazioni e colloquio con il servizio Counseling. I docenti devono tenere presente che la segnalazione della condizione di DSA di uno studente deve essere sempre autorizzata dallo studente stesso. 

Sito web e indirizzi utili 

Sul sito web di Ateneo è presente una sezione interamente dedicata ai servizi per gli studenti con disabilità e con DSA consultabile al seguente indirizzo https://www.uniroma1.it/it/pagina/disabilita- e-dsa.
Dalla homepage sono raggiungibili le sezioni dedicate ai contatti, ai servizi e agli strumenti per tutte le diverse figure interessate (studenti, docenti, tutor, personale tecnico e amministrativo): il monitoraggio delle carriere degli studenti con DSA è supportato dal Servizio Counseling DSA di Ateneo (in collaborazione con i Docenti Referenti delle rispettive Facoltà) contattabile al seguente indirizzo email: counselingdsa@uniroma1.it 


REFERENTE PER STUDENTI CON DISABILITÀ E CON DSA 

Prof.ssa Anna Attias     anna.attias@uniroma1.it

Laboratorio linguistico

Funziona come sussidio didattico per lezioni ed esercitazioni; offre inoltre un servizio di auto-apprendimento per gli studenti della Facoltà che vi possono accedere liberamente per svolgervi programmi autonomi di perfezionamento e di apprendimento delle lingue francese, inglese, spagnolo e tedesco.
Fra le altre attività possibili in laboratorio: la visione di film in lingua originale e TV esteri, letture di riviste e giornali in lingua, l’uso di internet per l’apprendimento delle lingue, corsi multimediali.

 

Dove: III piano – edificio Presidenza
Orario: dal Lunedì al Giovedì ore 9.00-13.00 e 14.00-16.00, Venerdì ore 9-12

 

Laboratorio informatico 

E’ ad accesso libero per tutti gli studenti iscritti alla Facoltà. Ha in dotazione 80 postazioni di lavoro.

L’accesso è consentito a:
- studenti iscritti alla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma "La Sapienza";
- studenti Erasmus, Leonardo o altri, in periodo di studio presso la Facoltà.
Aula multimediale; ha in dotazione 30 postazioni di lavoro.
Laboratorio laureandi; ha in dotazione 10 postazioni di lavoro riservate esclusivamente a studenti laureandi e al personale della Facoltà.

 

Dove: Piano terra 
Orario: dal Lunedì al Venerdì ore 9.00-19.00, Sabato ore 9.00-13:30

 

I Dipartimenti dispongono di propri laboratori; si rinvia pertanto alle rispettive pagine web.