RESTAURO DEI MONUMENTI - LABORATORIO

Obiettivi formativi

Il corso ha l’obiettivo di trasmettere agli studenti le conoscenze teoriche e strumentali necessarie a gestire, con piena consapevolezza, l’elaborazione di unprogetto architettonico esecutivo di un organismo spaziale di dimensioni limitate, che verifichi la compatibilità delle intenzioni formali con il complesso deivincoli economici e delle soluzioni funzionali, strutturali, tecnologiche ed impiantistiche. In questo contesto, viene indagata sistematicamente la rispondenzaedilizia del progetto, identificandone le diverse componenti e verificando la praticabilità delle soluzioni progettuali.

Canale 1
DANIELA ESPOSITO Scheda docente

Programmi - Frequenza - Esami

Programma
1. Contenuti del corso 1.1. Obiettivi Fornire le nozioni basilari di teoria e storia del restauro; garantire compe¬tenze di rilievo, d’indagine storica e costruttiva dell’architettura, di lettura e diagnosi dei fenomeni di degrado, d’intervento conservativo; infor¬mare sugli aspetti normativi, compresi i problemi di catalogazione; esercitare alla stesura d’elaborati di progetto per il restauro. 1.2. Metodo didattico Lezioni L’insieme delle tradizionali lezioni ex-cathedra, su questioni di metodo e di carattere più generale, sarà integrato dall’attività di laboratorio, su argo¬menti di carattere applicativo e tecnico, in relazione alle questioni concrete poste dal tema d’esercitazione. Descrizione sintetica degli argomenti delle lezioni: a. Problemi generali: definizioni e terminologia di base. b. L’estensione del campo del restauro, dall’oggetto singolo al territorio. c. Il rapporto fra le varie arti: ‘restauro’ e ‘restauro dei monumenti’. d. Il fondamento teorico del restauro. Le più recenti proposte di metodo. e. Dialettica fra processo critico e atto creativo nel restauro. f. Rapporto fra scelte tecniche e rispetto storico del monumento. g. Il degrado delle strutture e dei materiali: cause e processi. h. I materiali moderni e il restauro. i. Il programma di conservazione; il progetto di restauro. l. Norme generali per il restauro dei monumenti. Le ‘Carte’ del restauro. Laboratorio ed esercitazioni Studio d’un monumento, o d’una sua parte significativa, che presenti problemi di conservazione e garantisca la possibilità di condurre un rilievo diretto, la lettura filologica e storico-critica, le analisi relative al degrado stati¬co e dei materiali, la sperimentazione di fondate proposte d’intervento. Sono preferibili temi di piccole dimensioni, isolati e ispezionabili soprat¬tutto nelle murature esterne (le più significative dal punto di vista storico), stratificati, sofferenti per abbandono o per usi impropri. Non esistono quindi temi di corso ma criteri stabiliti dal corso per la scelta di temi didatticamente efficaci. Inoltre il corso valuta con favore l’eventuale riproposizione del tema già affrontato per l’esame di ‘Caratteri costruttivi degli edifici storici e problemi di restauro’ o di ‘Consolidamento degli edifici storici’ e ‘Teoria e tecniche per il restauro’, se adeguatamente approfondito. 1.3. Moduli Non è previsto l’apporto di moduli didattici, confluenti nel laboratorio in forma di contributi autonomi, ma l’ausilio specialistico e mirato, in sede d’analisi e d’elaborazione del progetto, dei corsi, offerti dalla Facoltà, pertinenti al settore scientifico-disciplinare del restauro o ad esso affini. Fra questi, per esempio, oltre a ‘Caratteri costruttivi degli edifici storici e problemi di restauro’ o ‘Elementi di restauro architettonico’, anche ‘Strumenti e metodi della ricerca storica’ e ‘Consolidamento degli edifici storici’ e ‘Teoria e tecniche per il restauro’. 2. Modalità d’esame La verifica dei risultati raggiunti dagli studenti sarà condotta, in parte, durante il corso (anche mediante prove scritte, incentrate soprattutto sugli aspetti teorici e concettuali della disciplina) ed in parte alla fine del corso, mediante esame individuale. Dopo un colloquio sui temi trattati nelle lezioni e nella bibliografia di base, si passerà alla discussione delle esercitazioni e quindi del progetto conclusivo, il cui svolgimento sarà stato materia di continua revisione duran¬te il semestre. Infatti l’iscrizione all’esame è subordinata all’ottenimento della firma di fre¬quenza e all’esito favorevole d’una revisione conclusiva del lavoro svolto. 3. Bibliografia di base - C. BRANDI, Teoria del restauro, Torino, Einaudi, 1977 (1° ed. Storia e Letteratura, 1963); - G. CARBONARA, Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, Liguori, Napoli 1997; - voce Restauro in ENCICLOPEDIA Universale dell’Arte, vol. XI, Venezia-Roma, 1963, coll. 322-353. 4. Esercitazione ed elaborati richiesti Gli elaborati di esercitazione richiesti, pur calibrati sulla natura specifica del tema prescelto, dovranno adeguarsi alle seguenti disposizioni generali: - redazione di grafici su tavole, in bianco e nero o a colori, in formato A1 (cm 59,4x84,1); - esecuzione di una copia delle predette tavole in formato A3 (cm 29,7x42); - presentazione, all’esame finale, d’un numero massimo di 16-18 tavole, in ragione del tema scelto e della consistenza del gruppo di studio; - stesura di una breve relazione scritta - su tavole in formato A3, ottenute accostando, su ogni foglio, due cartelle A4 (cm 21x29,7) - conte¬nente: a) una concisa descrizione del manufatto (1 cartella, di 30 righe per 65 battute); b) una cronologia, con rimandi diretti alla bibliografia e al regesto archi¬vistico (1-2 cartelle); c) una sintesi storico-critica (2-3 cartelle); d) una memoria tecnico-critica sulla caratterizzazione dei materiali e le questioni d’analisi del degrado, di conservazione e progetto (2-3 cartelle); e) il regesto archivistico-documentario; f) la bibliografia; g) un’essenziale documentazione fotografica (su 5-6 cartelle); h) eventuali appendici con documenti d’ar¬chivio (trascrizioni o copie fotografiche). 4.1. Indicazioni specifiche sui grafici e gli altri elaborati d’analisi Si riporta qui di seguito l’elenco degli elaborati, grafici e non grafici, che rappresentano il cammino di analisi, a fini di ricerca storica e di conservazione, da compiersi su di un monumento. Si tratta d’uno schema che potrà essere adattato alle varie situazioni contingenti, in ragione della natura e della consistenza del manufatto, ma che qui si presenta nella sua maggiore completezza ideale, articolato in quattro fasi principali: la prima propriamente cartografica e di rilievo, la seconda d’indagini strumentali e di saggi diretti, la terza relativa alle carte tematiche, la quarta più precisamente di ricerca storica. I. Rilievo e cartografia 1. Cartografia 1.1. Corografia (carte I.G.M.) scala 1:25.000 1.2. Planimetria urbana (carte catastali) scale 1:2.000 o 1:1.000 1.3. Planimetria (eventualmente con le ombre) scala 1:500 o 1:200 2. Rilievo grafico 2.1. Rilievo metrico: piante, sezioni, prospetti, con trilaterazioni e quote, scala 1:50 2.2. Rilievo architettonico (o ‘finito’): piante, sezioni, prospetti, con proiezioni dall’alto e dal basso e con caratterizzazioni, scala 1:50 In caso di complessi molto grandi è ammesso l’impiego di tavole d’insieme in scala 1:100 2.3. Rilievo dei particolari costruttivi (porzioni di strutture fondali visibili, strutture in elevato, volte, solai, scale, pavimenti, infissi ecc.) e decorativi (con speciale attenzione agli ordini architettonici e agli elementi notevoli: cornici, fasce marcapiano, pensiline, vetrate ecc.), scale da 1:20 fino a 1:1 2.4. Rilievo (eventuale) degli ‘oggetti erratici associati’, per studi d’anastilosi, scale da 1:20 fino a 1:1 2.5. Rilievo delle murature (apparecchi murari, lavorazioni, moduli, materiali, finiture, intonachi, rivestimenti, malte) scale da 1:10 fino a 1:1 2.6. Rilievo (eventuale) del quadro fessurativo: piante, sezioni, prospetti, particolari, con lettura e caratterizzazione delle lesioni, scale da 1:50 fino a 1:10 (se necessario con speciali dettagli fotografici) 2.7. Rilievo del degrado dei materiali (possibilmente secondo il lessico NORMAL) scale da 1:50 fino a 1:5 (se necessario con speciali dettagli fotografici) 2.8. Rilievo dell’umidità e ‘tavola delle acque’, scale da 1:50 fino a 1:10 (con attenzione agli aspetti quantitativi e non solo qualitativi) 2.9. Rilievo del colore e di altre eventuali qualità figurative, metodi e scale secondo necessità II. Carte tematiche e archeometria 3. Carte tematiche 3.1. Analisi dei tipi di murature: piante, sezioni, prospetti, scala 1:50 3.2. Allineamenti e ortogonalità dei muri: piante, scala 1:50 3.3. Metrologia e numerologia: piante, sezioni, prospetti, scala 1:50 3.4. Schemi geometrici regolatori e schemi proporzionali: piante, sezioni, prospetti, scala 1:50 3.5. Accorgimenti ottici e prospettici: piante ed eventuali altri grafici, scala 1:50 3.6. Cronologia relativa delle murature: piante ed eventuali sezioni e prospetti, scala 1:50 3.7. Cronologia assoluta delle murature: come sopra, scala 1:50 (elaborato già di ricerca storica) 3.8. Fasi costruttive dell’edificio: piante, alzati ed eventuali vedute assonometriche, scala 1:50 ed altre scale, secondo necessità (elaborato già di ricerca storica) III. Indagini strumentali, saggi e monitoraggio È sufficiente la semplice previsione di ‘progetto’ dei saggi necessari ai fini d’una migliore comprensione storica, tecnica e diagnostica del monumento considerato. Tuttavia qualche applicazione concreta è possibile con l’ausilio del laboratorio d’analisi dei materiali del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura, nella sede di piazza Borghese. 4. Indagini strumentali 4.1. Distruttive (campioni di resistenza a compressione, martinetti piatti ecc.) 4.2. Non distruttive (ultrasuoni, termovisione ecc.) 5. Saggi 5.1. Prelievi di materiale (carotaggi, sezioni d’intonaco ecc.) 5.2. Messa in luce di parti strutturali 5.3. Scavi (ricerche archeologiche ecc.) 6. Monitoraggio (deformazioni termiche stagionali, controllo a distanza dell’andamento delle lesioni, rilevamento dei fenomeni di condensa ecc.) 7. Archeometria (termoluminescenza, mensiocronologia, dendrocronologia, analisi delle malte ecc.) IV. Ricerca storica 8. Ricerca bibliografica 9. Ricerca archivistica 10. Ricerca iconografica (documentazione grafica retrospettiva) 11. Lettura e trascrizione di lapidi, epigrafi, stemmi e graffiti 12. Grafici di raffronto tra la documentazione retrospettiva (vecchi rilievi, vedute, disegni antichi, catasti ecc.) e il rilevamento dello stato attuale 13. Ipotesi grafiche restitutive 14. Lettura storico-critica Tutto l’apparato di analisi filologica diretta del monumento, sino alle sue conclusioni storico-critiche e diagnostiche, non dovrà restare fine a sé stesso ma essere considerato con una particolare attenzione al ‘progetto di restauro’. Questo non potrà limitarsi ad una semplice individuazione dei problemi o ad uno studio di fattibilità, ma entrerà nelle questioni di autentica progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, con tutte le implicazioni metodologiche, tecniche ma anche formative e architettoniche che esso comporta. Esso dovrà, pertanto, affrontare la preventiva analisi della gamma di nuove, possibili funzioni che siano compatibili con la tutela del bene architettonico (ricerca delle “vocazioni d’uso” dell’edificio), illustrare quindi la proposta generale di restauro dell’edificio considerato nel suo insieme (tramite elaborati grafici alle scale da 1:200 a 1:50), le verifiche strutturali e le proposte di consolidamento, quelle fisico-tecnico ambientali e impiantistiche (dai tradizionali impianti idraulico ed elettrico a quelli, eventuali, di captazione e utilizzazione di energie rinnovabili), i particolari costruttivi (scale da 1:20 a 1:1, secondo necessità), le proposte d’intervento conservativo sulle superfici e sui materiali. Inoltre sarebbero auspicabili un approfondimento, anche sintetico, in termini di valutazione economica dei previsti lavori, di cronoprogramma dei lavori stessi ed un “piano di manutenzione programmata” conclusivo. Lo sviluppo dello studio e degli elaborati scritti e grafici sarà seguito periodicamente dal corpo docente. La discussione d’esame avverrà tanto sulle tavole in formato A1 quanto sulle altre in formato A3; queste non dovranno essere né piegate né rilegate, ma a fogli sciolti, meglio se contenute in una busta di plastica trasparente. Le tavole dovranno essere numerate progressivamente e riportare, fra le altre indicazioni (università e suo logo, facoltà e suo logo, laboratorio, docente, anno accademico, tema di studio, argomento della singola tavola), i nomi degli autori per esteso. La copia del lavoro in formato A3 sarà trattenuta per l’archivio del corso. Laboratorio ed esercitazioni Studio d’un monumento, o d’una sua parte significativa, che presenti problemi di conservazione e garantisca la possibilità di condurre un rilievo diretto, la lettura filologica e storico-critica, le analisi relative al degrado statico e dei materiali, la sperimentazione di fondate proposte d’intervento. Sono preferibili temi di piccole dimensioni, isolati e ispezionabili soprattutto nelle murature esterne (le più significative dal punto di vista storico), stratificati, sofferenti per abbandono o per usi impropri. Non esistono quindi temi di corso ma criteri stabiliti dal corso per la scelta di temi didatticamente efficaci. Inoltre il corso valuta con favore l’eventuale riproposizione del tema già affrontato per l’esame di ‘Caratteri costruttivi degli edifici storici e problemi di restauro’ o di ‘Consolidamento degli edifici storici’ e ‘Teoria e tecniche per il restauro’, se adeguatamente approfondito. 2. Modalità d’esame La verifica dei risultati raggiunti dagli studenti sarà condotta, in parte, durante il corso (anche mediante prove scritte, incentrate soprattutto sugli aspetti teorici e concettuali della disciplina) ed in parte alla fine del corso, mediante esame individuale. Dopo un colloquio sui temi trattati nelle lezioni e nella bibliografia di base, si passerà alla discussione delle esercitazioni e quindi del progetto conclusivo, il cui svolgimento sarà stato materia di continua revisione durante il semestre. Infatti l’iscrizione all’esame è subordinata all’ottenimento della firma di frequenza e all’esito favorevole d’una revisione conclusiva del lavoro svolto. 3. Esercitazione ed elaborati richiesti Gli elaborati di esercitazione richiesti, pur calibrati sulla natura specifica del tema prescelto, dovranno adeguarsi alle seguenti disposizioni generali: - redazione di grafici su tavole, in bianco e nero o a colori, in formato A1 (cm 59,4x84,1); - esecuzione di una copia delle predette tavole in formato A3 (cm 29,7x42); - presentazione, all’esame finale, d’un numero massimo di 16-18 tavole, in ragione del tema scelto e della consistenza del gruppo di studio; - stesura di una breve relazione scritta - su tavole in formato A3, ottenute accostando, su ogni foglio, due cartelle A4 (cm 21x29,7) - contenente: a) una concisa descrizione del manufatto (1 cartella, di 30 righe per 65 battute); b) una cronologia, con rimandi diretti alla bibliografia e al regesto archivistico (1-2 cartelle); c) una sintesi storico-critica (2-3 cartelle); d) una memoria tecnico-critica sulla caratterizzazione dei materiali e le questioni d’analisi del degrado, di conservazione e progetto (2-3 cartelle); e) il regesto archivistico-documentario; f) la bibliografia; g) un’essenziale documentazione fotografica (su 5-6 cartelle); h) eventuali appendici con documenti d’archivio (trascrizioni o copie fotografiche). Tutto l’apparato di analisi filologica diretta del monumento, sino alle sue conclusioni storico-critiche e diagnostiche, non dovrà restare fine a sé stesso ma essere considerato con una particolare attenzione al ‘progetto di restauro’. Questo non potrà limitarsi ad una semplice individuazione dei problemi o ad uno studio di fattibilità, ma entrerà nelle questioni di autentica progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, con tutte le implicazioni metodologiche, tecniche ma anche formative e architettoniche che esso comporta. Esso dovrà, pertanto, affrontare la preventiva analisi della gamma di nuove, possibili funzioni che siano compatibili con la tutela del bene architettonico (ricerca delle “vocazioni d’uso” dell’edificio), illustrare quindi la proposta generale di restauro dell’edificio considerato nel suo insieme (tramite elaborati grafici alle scale da 1:200 a 1:50), le verifiche strutturali e le proposte di consolidamento, quelle fisico-tecnico ambientali e impiantistiche (dai tradizionali impianti idraulico ed elettrico a quelli, eventuali, di captazione e utilizzazione di energie rinnovabili), i particolari costruttivi (scale da 1:20 a 1:1, secondo necessità), le proposte d’intervento conservativo sulle superfici e sui materiali. Inoltre sarebbero auspicabili un approfondimento, anche sintetico, in termini di valutazione economica dei previsti lavori, di cronoprogramma dei lavori stessi ed un “piano di manutenzione programmata” conclusivo. Lo sviluppo dello studio e degli elaborati scritti e grafici sarà seguito periodicamente dal corpo docente. La discussione d’esame avverrà tanto sulle tavole in formato A1 quanto sulle altre in formato A3; queste non dovranno essere né piegate né rilegate, ma a fogli sciolti, meglio se contenute in una busta di plastica trasparente. Le tavole dovranno essere numerate progressivamente e riportare, fra le altre indicazioni (università e suo logo, facoltà e suo logo, laboratorio, docente, anno accademico, tema di studio, argomento della singola tavola), i nomi degli autori per esteso. La copia del lavoro in formato A3 sarà trattenuta per l’archivio del corso.
Prerequisiti
Preparazione generale senza prerequisiti obbligatori
Testi di riferimento
C. BRANDI, Teoria del restauro, Torino, Einaudi, 1977 (1° ed. Storia e Letteratura, 1963); G. CARBONARA, Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti, Liguori, Napoli 1997; voce Restauro in ENCICLOPEDIA Universale dell’Arte, vol. XI, Venezia-Roma, 1963, coll. 322-353.
Frequenza
La frequenza è obbligatoria in quanto laboratorio di progettazione nel restauro architettonico. Frequenza in presenza, in aula e in visite didattiche.
Modalità di esame
La verifica dei risultati raggiunti dagli studenti sarà condotta, in parte, durante il corso (anche mediante prove scritte, incentrate soprattutto sugli aspetti teorici e concettuali della disciplina) ed in parte alla fine del corso, mediante esame individuale. Dopo un colloquio sui temi trattati nelle lezioni e nella bibliografia di base, si passerà alla discussione delle esercitazioni e quindi del progetto conclusivo, il cui svolgimento sarà stato materia di continua revisione durante il semestre. Infatti l’iscrizione all’esame è subordinata all’ottenimento della firma di frequenza e all’esito favorevole d’una revisione conclusiva del lavoro svolto.
Modalità di erogazione
L’insieme delle tradizionali lezioni ex-cathedra, su questioni di metodo e di carattere più generale, sarà integrato dall’attività di laboratorio, su argomenti di carattere applicativo e tecnico, in relazione alle questioni concrete poste dal tema d’esercitazione.
Canale 2
LIA BARELLI Scheda docente

Programmi - Frequenza - Esami

Programma
Il corso si propone di fornire, attraverso una corretta impostazione teorica e adeguati strumenti operativi, le competenze per poter giungere alla comprensione storica, critica e tecnica di un monumento nella sua globalità, in funzione dell’elaborazione di una proposta di intervento conservativo. Le lezioni affronteranno in particolare brevi richiami alla teoria del restauro, l’approfondimento di tutti quegli aspetti concernenti la ricerca sul monumento - da un punto di vista sia materiale sia critico - le ricerche archivistiche, iconografiche e bibliografiche, l’analisi diretta e circostanziata del monumento nella sue caratteristiche geometriche, spaziali, tettoniche, ma anche tipologiche e funzionali, il rilievo e la sua restituzione grafica come ‘edizione critica’ del testo architettonico con particolare attenzione alla stratigrafia storica, le letture metrologiche e modulari. Particolare attenzione sarà data pure allo studio, al riconoscimento e ad un’efficace resa grafica delle diverse cause di degrado e dissesto dei materiali utilizzati nell’edilizia storica. L’esercitazione verterà su un singolo monumento, concordato con il docente, dotato di qualità storico-estetiche e bisognoso di un intervento di restauro; prevederà l’esecuzione di elaborati grafici (a diverse scale) finalizzati all’analisi e al successivo, coerente progetto di restauro (rilievo – ricerca storico/critica – confronti – analisi interpretative – diagnosi – progetto di restauro) Supporto alla didattica in uso: Computer e videoproiettore.
Prerequisiti
Il corso non ha propedeuticità. Si ritiene tuttavia importante possedere conoscenze di base sulla teoria e la pratica del restauro, il rilievo architettonico e la ricerca storica in ambito architettonico.
Testi di riferimento
Testi obbligatori: CARBONARA Giovanni, Restauro dei monumenti. Guida agli elaborati grafici, Liguori, Napoli 1990. CARBONARA Giovanni, Avvicinamento al restauro, Liguori, Napoli 1997. DOGLIONI Francesco, Stratigrafia e restauro, Lint, Trieste, 1997. GIULIANI Fulvio Cairoli, L'edilizia nell'antichità. Nuova edizione con CD-ROM, Carocci, Roma 2006. notes of lessons
Modalità insegnamento
Il corso si articolerà in una serie di lezioni teoriche frontali su argomenti generali e di metodo destinate ad agevolare la ricerca storica monografica finalizzata a un manufatto architettonico e in una successiva attività seminariale, di confronto e revisione con il docente che riguarderà gli elaborati grafici. L'attività seminariale si articolerà nei seguenti step: 1 - Rilievo inteso come analisi critica del "testo architettonico", finalizzati alla piena comprensione, in particolare storico-estetica, tettonica e diagnostica, dell'edificio (1:50, 1:20, 1:10); 2 - ricerca storico-critica con l'identificazione delle fasi storiche più importanti; 3 - analisi comparativa su aspetti tipologici, stilistici, metrologici, proporzionali e materiali del monumento e del suo apparato murario; Sul prospetto o nelle parti più significative: 4 - mappatura dei fenomeni di degrado; 5 - progetto di conservazione.
Frequenza
Il corso, annuale, prevede una frequenza obbligatoria, con firme di presenza.
Modalità di esame
La prova finale prevede un colloquio individuale sugli argomenti delle lezioni e della bibliografia di base e la valutazione, con commenti e chiarimenti, sul tema e le modalità dell’esercitazione condotta nel corso del laboratorio. Le due componenti della prova sono volte a verificare l’acquisizione delle competenze ritenute necessarie e la capacità di applicazione delle stesse a uno specifico tema pratico.
Bibliografia
BOATO Anna, L' archeologia in architettura: misurazioni, stratigrafie, datazioni, restauro. Introduzione di B. Paolo Torsello, Marsilio, Venezia 2008. BRUSCHI Arnaldo, Indicazioni metodologiche per lo studio storico dell'architettura, in Lineamenti di storia dell'architettura, Roma, Carucci, 1978, pp.13-29; Trattato di restauro architettonico, diretto da Giovanni Carbonara, 4 voll., Utet, Torino 1996. TORSELLO B. Paolo, MUSSO Stefano. F., Tecniche di restauro architettonico, 2 voll., Utet, Torino 2003.
Modalità di erogazione
Il corso si articolerà in una serie di lezioni teoriche frontali su argomenti generali e di metodo destinate ad agevolare la ricerca storica monografica finalizzata a un manufatto architettonico e in una successiva attività seminariale, di confronto e revisione con il docente che riguarderà gli elaborati grafici. L'attività seminariale si articolerà nei seguenti step: 1 - Rilievo inteso come analisi critica del "testo architettonico", finalizzati alla piena comprensione, in particolare storico-estetica, tettonica e diagnostica, dell'edificio (1:50, 1:20, 1:10); 2 - ricerca storico-critica con l'identificazione delle fasi storiche più importanti; 3 - analisi comparativa su aspetti tipologici, stilistici, metrologici, proporzionali e materiali del monumento e del suo apparato murario; Sul prospetto o nelle parti più significative: 4 - mappatura dei fenomeni di degrado; 5 - progetto di conservazione.
  • Codice insegnamento1035673
  • Anno accademico2025/2026
  • CorsoArchitettura (Restauro) - Architecture (Conservation)
  • CurriculumArchitettura (Restauro)
  • Anno2º anno
  • Semestre2º semestre
  • SSDICAR/19
  • CFU10